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Nessuna caccia ai cinghiali: “I danni saranno enormi”

Già negli ultimi anni c'è stato un vistoso aumento del numero di cinghiali presente in Italia. Coldiretti e associazioni ambientaliste su diverse posizioni, ma occorre trovare una soluzione. Nel frattempo il mondo agricolo, non aiutato dal Governo, rischia la crisi: diverse imprese costrette a chiedere prestiti alle banche

Nessuna caccia ai cinghiali: “I danni saranno enormi”. Negli ultimi anni, in Italia, si sta notando un notevole aumento della presenza di cinghiali. E’ l’allarme lanciato da Coldiretti.In questo periodo devastato dal Coronavirus, infatti, il mondo agricolo va avanti con il suo lavoro. Ma guai a pensare che siano tutte rose e fiori: con gran parte del mondo lavorativo fermo, infatti, grandi sono le somme investite per semine e coltivazioni. Spesso gli agricoltori sono anche costretti a rivolgersi alle banche per i prestiti.

Così il problema relativo alla numerosa presenza di cinghiali starebbe destando non pochi problemi, come svelato dal Presidente dell’Associazione Terre di Punta Aderici Michele Bosco a Zona Locale. “Non essendoci movimenti nè traffico, i cinghiali spadroneggiano, visto il blocco anche del selecontrollo che porterà a gravi conseguenze. Si stanno piantando e costruendo strutture facendo debiti anche con le banche.”

“Credo che dal Governo agli imprenditori agricoli arriveranno 600 euro, ma sarebbe una cifra ridicola. Oggi si potrebbe andare avanti sperando di recuperare le spese, ma in futuro non sappiamo cosa succederà. Deve finire il gioco delle parti, Governo, Regioni e Comuni devono sedersi ad un tavolo senza distinzione di appartenenza. Chi andrà a fare la spesa nelle prossime settimane, comprerà un prodotto che costa meno di quello italiano e più il popolo diventa povero e più va ad aggravarsi questa situazione“.

Le posizioni di Coldiretti e associazioni animaliste sui cinghiali

Esiste un problema reale e complesso che bisogna affrontare con strumenti seri ed efficaci e professionisti del settore, non continuando a delegare ai cacciatori la gestione della fauna italiana“. Per gli esperti, inoltre, la caccia potrebbe aggravare il problema se applicata in modo selvaggio. I cacciatori, infatti, punterebbero sempre gli esemplari adulti. In questo modo gli esemplari giovani si riproducono prima, la fertilità aumenta e di conseguenza si ha un numero maggiore di cinghiali sul territorio.

Dunque, mentre il mondo venatorio non avrebbe alcun interesse a ridurre la presenza di cinghiali sul territorio italiano, in quanto ne trarrebbe divertimento ed anche vantaggi economici con la vendita delle carni, le associazioni ambientaliste chiederebbero prevenzione e gestione del territorio con riduzione di possibilità di accesso della fauna alle coltivazioni, con recinzioni elettrificate da installare nei periodi di maggiore vulnerabilità.

Così un punto d’incontro potrebbe arrivare da abbattimenti selettivi, da effettuare da personale pubblico adeguatamente formato a livello tecnico e scientifico, in nessun modo in conflitto d’interesse rispetto alla riduzione dei danni.

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