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Morte George Floyd, ancora scontri contro la Polizia e coprifuoco in 40 città

Sesta notte di scontri in USA dopo l'uccisione di George Floyd. Donald Trump twitta: "Gli antifa sono da considerarsi al pari dei terroristi; ordine e disciplina: basta fake news"

Morte George Floyd, ancora scontri contro la Polizia e coprifuoco in 40 città. L’America si sveglia ancora sotto assedio: non sono bastate le minacce di ritorsione di Donald Trump a ritirare le sommosse nelle strade americane. Oltre 41.000 arresti e 40 città in coprifuoco, oltre alle centinaia di poliziotti e alla guardia nazionale schierati nelle strade. La violenza degenera in ogni dove: a Birmingham i manifestanti hanno distrutto un monumento a Linn Park; a Boston hanno incendiato un auto della polizia mentre a New York hanno dato fuoco ai cassonetti della spazzatura.

Un’altra morte a Louisville e sale la rabbia di Michael Jordan contro il razzismo

Purtroppo gli scontri hanno portato ad un nuovo morto negli USA: a Louisville la guardia nazionale e la polizia hanno aperto il fuoco contro i manifestanti, uccidendone uno. Secondo il capo della polizia Steve Conrad il primo colpo sarebbe partito dai manifestanti e solo allora le forze dell’ordine hanno risposto a loro volta. La polizia non ha reso ancora noto l’identità della vittima negli scontri. La rabbia e lo sconcerto corrono su Twitter e proprio qui l’ex campione NBA Michael Jordan affida i suo pensiero: “Sono con chi sta protestando contro il razzismo radicato e la violenza nei confronti delle persone di colore nel nostro Paese. Ne abbiamo avuto abbastanza”.

La famiglia di Floyd fa appello alla calma “La violenza porta solo altra violenza”

Quincy Mason Floyd e sua sorella Connie Mason hanno partecipato ad una commemorazione a Bryan in onore del padre. Dopo aver ringraziato tutti per l’affetto e la commozione nei confronti della loro famiglia, hanno fatto un appello alla non violenza. “Non serve a nulla” ha dichiarato Quincy, pregando di porre fine alle manifestazioni cariche d’odio.

La Casa Bianca oscurata per la sicurezza del Presidente che però esige ordine e rispetto

Durante le scorsi notti un gruppo di manifestanti è riuscito ad avvicinarsi troppo alla Casa Bianca e ad appiccare un incendio. A quel punto i servizi segreti sono stati costretti ad oscurare l’intero edificio e a portare d’urgenza il Presidente Donald Trump e la moglie Melania in un bunker segreto. Il tutto è durato un’ora circa. Il Presidente dal canto suo affida a Twitter i suoi pensieri: turbato anche egli dalla morte di Floyd, condanna però le violenze senza mezzi termini: “Ordine e disciplina”, “Sguinzaglio i cani” fino a dichiarare i gruppi violenti dell’Antifa alla stregua dei terroristi “I manifestanti di estrema sinistra creano terrore. Non lo permetteremo”.

New York, nelle proteste arrestata anche la figlia del sindaco De Blasio

Anche a New York le proteste infiammano le giornate e le nottate della Grande Mela. Durante gli scontri e gli arresti però i poliziotti hanno innescato un piccolo conflitto d’interesse, arrestando la figlia del sindaco di New York Bill De Blasio, Chiara. Non sono ancora chiare le dinamiche che hanno portato al fermo, si sa solo che la ragazza si trovava in un gruppo di manifestanti tra la 12th Street e Brodway che erano in assembramento non consentito.

La polizia questa volta si schiera con i manifestanti, nessuno fa scudo al poliziotto omicida

In tutta questa rabbia e disperazione e in un paese che sembra sempre darla vinta ai poliziotti, una risposta di solidarietà giunge proprio dal corpo della polizia. Gli agenti di Camden, Ferguson e Flint si sono uniti ai manifestanti pacifici mettendosi in ginocchio in segno di protesta. Christopher Swanson, capo della polizia di Flint, dopo aver ascoltato alcuni manifestanti, si è tolto elmo e manganello “L’unico motivo per cui siamo qui è assicurarci che voi abbiate voce, solo per questo!” ha dichiarato. Ma le azioni di solidarietà da parte dei poliziotti si sono susseguite anche in altre città americane, da New York fino a Miami. C’è chi ha sfilato con loro e chi in segno di solidarietà si è inginocchiato, il tutto per porre fine alle violenze e dare voce a chi manifesta in modo pacifico.

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