fbpx

Luca Foresti: “Ecco perché i numeri dei morti scendono lentamente”

Un fenomeno che continua ad angosciare l'Italia: il numero, sempre molto elevato, dei morti. Luca Foresti, Amministratore Delegato del Centro Medico Santagostino spiega perché i numeri dei morti scendono così lentamente

Luca Foresti: “Ecco perché i numeri dei morti scendono lentamente”. Ormai da diversi giorni il consueto bollettino della Protezione Civile sulla situazione Coronavirus in Italia mostra dei segni di miglioramento. Ieri, addirittura, come annunciato da Angelo Borrelli, c’è stato per la prima volta un decremento di casi nel nostro Paese. Un problema, però, continuerebbe ad angosciare l’Italia: il numero, sempre molto elevato, dei morti.

Ieri, infatti, i deceduti a causa del Coronavirus sono stati 454, per un totale che ha ormai raggiunto i 24.144 decessi. A cercare di fare chiarezza sul numero elevato di morti in Italia per Coronavirus, e sul perché questi calino in maniera molto lenta nel Paese, è intervenuto sul Corriere.it l’Amministratore Delegato del Centro Medico Santagostino Luca Foresti, colui che recentemente aveva dichiarato che i decessi in Lombardia sarebbero molti di più rispetto a quelli dichiarati ufficialmente nei bollettini pomeridiani della Protezione Civile.

Luca Foresti: “Ecco perché i numeri dei morti scendono lentamente”

Senza lockdown i morti per Coronavirus sarebbero raddoppiati ogni tre giorni, con una crescita esponenziale. Invece, seppur lentamente, calano. Nonostante le oscillazioni giornaliere, infatti, la curva dei decessi tende a diminuire dal 27 marzo, quando è stato raggiunto il picco dei 969 morti in un solo giorno. La decrescita è lenta per via del fenomeno definito plateau, ossia un andamento quasi orizzontale in cui i numeri restano sostanzialmente costanti“.

Secondo quanto riferito da Foresti ci sarebbero delle ipotesi sulle possibilità del perché i decessi non scendano con maggiore rapidità. “Il tutto potrebbe dipendere dal fatto che, nonostante il lockdown, i contagi continuino ad essere significativi. Questi avvengono sia in casa, dove si trovano molti positivi, sia negli ospedali per via dei ricoveri. Poi gli assistenti sanitari, quasi mai sottoposti a tampone e non solo: anche le persone decedute nelle case, negli ospizi e nelle residenze sanitarie assistite, non sono quasi mai infatti sottoposte a tampone“.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui