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L’epidemiologo Anthony Fauci: “Il virus non ha avuto origine in laboratorio”

L'esperto epidemiologo italo americano Anthony Fauci contro il Segretario di Stato Mike Pompeo: "Il virus non ha avuto origine in un laboratorio". In accordo con lui, anche l'intelligence dell'Australia, secondo la quale non ci sarebbero prove evidenti per una creazione artificiale del Covid-19

L’epidemiologo Anthony Fauci: “Il virus non ha avuto origine in laboratorio”. Diverse ancora le domande, un po’ in tutto il mondo, sulla nascita e sullo sviluppo del Coronvirus. Un argomento che, negli ultimi giorni, avrebbe tenuto banco soprattutto negli Stati Uniti. Nella giornata di ieri, infatti, il Segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva avvalorato i dubbi del Presidente Donald Trump, secondo il quale il virus arriverebbe dal laboratorio di Wuhan, in Cina. Oggi, però, sarebbe arrivata l’immediata smentita del noto epidemiologo italo americano Anthony Fauci.

Questi, infatti, in un’intervista rilasciata al National Geographic, avrebbe dichiarato che non ci sarebbero prove scientifiche sulla creazione del Covid-19 in laboratorio. Anzi, secondo il responsabile della task force americana, sarebbe praticamente impossibile che il virus sia stato manipolato artificialmente e deliberatamente. Pechino, dal canto suo, avrebbe sempre negato questa possibilità. A sostegno della tesi di Fauci, inoltre, potrebbero arrivare gli 007 dell’Australia.

Creazione del virus in laboratorio: anche l’Australia conferma le tesi di Anthony Fauci

Secondo quanto riferito dal Sidney Morning Herald, infatti, ci sarebbe un’indagine in corso che vedrebbe coinvolte Australia, Gran Bretagna, Canada, Usa e Nuova Zelanda. Questa, però, sarebbe basata semplicemente su notizie di stampa e non su indagini condotte dalle intelligence. Inoltre l’Australia, da queste indagini, non avrebbe ricevuto alcuna evidenza che il virus possa essere stato creato nel laboratorio di Wuhan. Il rapporto di ricerca sarebbe basato su notizie di dominio pubblico. Anche il Primo Ministro australiano Scott Morrison, avrebbe ribadito la mancanza di prove contro il laboratorio cinese nella creazione del virus.

Secondo il rapporto dell’intelligence, infatti, il Coronavirus avrebbe grande probabilità di arrivare dal mercato di Wuhan, certamente comunque con un ruolo, seppur marginale, del laboratorio. L’intelligence americana, invece, sarebbe convinta che la Cina abbia potuto insabbiare le prove del virus scappato dal laboratorio, e l’averlo comunicato al mondo intero in ritardo sarebbe una di quelle che loro giudicherebbero una prova schiacciante.

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