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Le regole per la sanificazione, ecco cosa deve fare chi riapre il 4 maggio

Da oggi più di 4 milioni di italiani tornano al lavoro. La fase 2 permette ad alcune attività di riaprire in base alle disposizioni del nuovo DPCM di Conte del 26 aprile. L'importanza primaria sta nel rispetto dei protocolli di sicurezza e delle regole di sanificazione

Le regole per la sanificazione, ecco cosa deve fare chi riapre il 4 maggio. Ci siamo. La fase 2 è iniziata. In questo splendido lunedì del 4 maggio, una parte del nostro paese ha ripreso la vita normale, messa in pausa dall’arrivo del Covid-19. La nuova fase per la ripartenza, annunciata da Conte qualche giorno fa, parte oggi. Il Governo ha messo a disposizione sul sito ufficiale le FAQ sulla fase 2 per far luce sulle misure adottate dal governo. E, soprattutto, per identificare con precisione i settori a cui è concesso riaprire e come.

In base al DPCM del 26 aprile, l’allegato 3 mostra come la manifattura, che ingloba i settori tessile, auto, mobili e moda, le costruzioni, l’industria estrattiva e il commercio all’ingrosso delle filiere abbiano libertà nel riprendere l’attività. Anche i concessionari d’auto e i settori del restauro di opere d’arte e quello della manutenzione di materiale rotabile potranno ripartire. E alle attività di somministrazione di alimenti e bevande, come rosticcerie e pasticcerie, sarà concesso il servizio di asporto, oltre il domicilio previsto già da prima. La riapertura, però, è subordinata al rispetto delle normative igienico-sanitarie e all’assorbimento dei protocolli di sicurezza imposti dal decreto. Se non si vuole “sospondere l’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza“, conviene attenersi alle nuove misure. Che poi, diciamocela tutta, non è una richiesta così assurda. Il minimo sindacale, posto che il Covid-19 non è ancora stato debellato.

Garantire livelli di protezione adeguati

I professionisti, gli imprenditori, le aziende, piccole medie e grandi, si devono attrezzare da oggi ai fini del rispetto obbligatorio dei protocolli di sicurezza. Bisogna assicurare livelli di protezione adeguati per i lavoratori. Come scrive Il Sole 24 Ore, in caso di contagio da Coronavirus, che ci auguriamo non avvenga, la responsabilità graverà sul datore di lavoro. In base al decreto Cura Italia, tale situazione rientra nel caso di infortunio sul lavoro. Onde ridurre al minimo il rischio contagio è necessario seguire le direttive e curare la pulizia del luogo di lavoro. Soprattutto, si richiede la pulizia delle superfici con disinfettanti a base di alcol e cloro. Per tutti è richiesto l’utilizzo di mascherine, guanti e protezioni, oltre al rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro. Si consiglia di posizionare i dispositivi igienizzanti nelle sale d’attesa e posizionare cartelli e indicazioni sulla prassi igienica da seguire.

Le regole per la sanificazione, ecco cosa deve fare chi riapre il 4 maggio
Le regole per la sanificazione, ecco cosa deve fare chi riapre il 4 maggio

Le regioni Toscana e Abruzzo hanno imposto l’obbligo della sanificazione straordinaria dei locali e degli impianti di aria condizionata. I manutentori certificati devono sanificare tutto: griglie, bocchette, filtri dell’aria. E, infine, rilasciare una dichiarazione di avvenuta sanificazione con le specifiche metodologie utilizzate. Il Ministero della Salute ha suggerito, a prescindere dalle procedure specifiche, la sanificazione di tutti gli ambienti. Ed anche qui, il minimo sindacale. Ma, è chiaro che tale procedura comporta un costo per l’azienda o per il professionista. Per cui, se per due mesi l’attività è stata bloccata e gli introiti probabilmente sono stati nulli, non è poi così immediato attenersi al minimo sindacale. Motivo per cui il governo ha previsto un credito di imposta del 50% per tutti, mediante il decreto Cura Italia, per la sanificazione e i dispositivi di sicurezza, quali mascherine e protezioni, fino ad un massimo di 20mila euro. Sarà sufficiente?

Sanificazione: le regole

Il decreto impone una sanificazione costante. L’igienizzazione, che non deve avvenire una sola volta, deve riguardare spogliatoi, mezzi aziendali, postazioni di lavoro, aree comuni, distributori automatici. Nello specifico, ogni lavoratore deve provvedere autonomamente alla sanificazione della propria postazione ma con i prodotti che gli fornirà l’azienda. Il numero di volte dell’igienizzazione è a discrezione del lavoratore, posto che inizio e fine lavoro siano indiscutibili. Anche se per i commercianti ed i gestori degli esercizi commerciali si specifica che bisogna mantenere la distanza sociale e provvedere alla pulizia almeno due volte al giorno e in funzione agli orari d’esercizio.

Le regole per l’igienizzazione valgono anche nel caso di più lavoratori che utilizzano la stessa postazione. In questa rientrano tutto ciò che ingloba la postazione stessa, che si tratti di mouse, pulsantiere, cassettiere e così via. Le aree comuni e le aree pasti subiscono le stesse regole, prevedendo una pulizia quotidiana e costante. Per qualsiasi tipologia di bene comune utilizzato da più lavoratori, come i distributori automatici o i mezzi aziendali o la sala riunioni, è prevista l’igienizzazione dopo ogni utilizzo. Infine, in merito alle pause di lavoro, saranno previsti dei turni in modo da evitare gli assembramenti e si richiedono cartelli informativi per le regole d’igiene da attuare, come per il lavaggio delle mani.

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