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Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?

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Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?

Indice RT e confini regionali, riapertura confermata? Inizia un’altra settimana, l’ultima di maggio. Forse una delle più importanti per il nostro Paese. In base a quelli che saranno i risultati e i numeri di questa settimana si potrà capire se, effettivamente, sarà concesso, senza problematiche, lo spostamento tra regioni dal 3 Giugno annunciato nel decreto del 18 maggio. Come più volte ripetuto, però, si deve sempre fare i conti con la curva epidemiologica. Sembrerebbe che in base ai dati sul monitoraggio sanitario aggiornati al giovedì che verrà si prenderà la decisione in merito. La conferma o meno della libertà infra regionale dovrebbe arrivare nel weekend. Concedere la riapertura dei confini regionali potrebbe essere una scelta saggia per alcune regioni piuttosto che per altre. Ma è anche vero che i lati positivi sono diversi per gli italiani e per l’Italia. Ecco perché aggrapparsi all’Indice RT sembra l’unica soluzione adatta per la decisione.

Confini, riaprire o non riaprire? Questo è il dilemma

In base ai vari bollettini quotidiani del Ministero della Salute, la regione più colpita è sempre la Lombardia, con 300/400 nuovi casi al giorno. Anche se è innegabile che i miglioramenti ci sono stati e ci sono tuttora con la diminuzione progressiva dei decessi e del numero di soggetti in terapia intensiva. Certo è che i passi avanti devono essere continui e sostenuti da una collaborazione degli stessi cittadini. Avevamo già parlato dei menefreghisti che passeggiavano indisturbati ai Navigli di Milano senza mascherina e rispetto della distanza minima qualche settimana fa. Nei weekend successivi anche in altre città italiane si iniziavano a vedere assembramenti non concessi, soprattutto tra i giovani. La situazione sembrava essere sfuggita di mano ma con maggior controlli e riprese dai vari sindaci, presidenti e governatori sembrava essersi assestata. Anche Conte ha sottolineato che non è ancora tempo per la movida e ha ripreso i giovani.

Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?

Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?

Il weekend appena trascorso ha replicato, però, una situazione che non dovrebbe avvenire. Troppa gente in giro, in qualsiasi città. A Milano, Muccino ha segnalato il “problema” con un tweet. Nelle altre città la situazione è visibile su tutti i social dalle varie storie e post pubblicati. Insomma, sembrerebbe che ancora non ci sia una piena collaborazione – mai stata effettivamente. Forse alcuni italiani hanno capito che il virus è sparito e possiamo tornare a fare tutto come prima. Di certo dove i numeri sono più alti il controllo deve essere maggiore. La scelta di riaprire i confini infra regionali per alcune e per altre no comprometterebbe la ripresa economia del Paese. La Lombardia, cuore pulsante dello stivale, è indispensabile per il boost economico che ci serve adesso, ma a fronte di una seconda ondata conviene rischiare?

Indice RT, cos’è e perché è diverso da R0?

Tralasciando il fatto che tenere chiusa la Lombardia comprometterebbe anche i lati positivi di una riapertura, come il rientro di alcuni italiani a casa propria. Ma il rientro al domicilio non era già concesso? Certo che sì, con l’ultimo decreto era possibile rientrare nella propria regione “in ogni caso“. Solo che in molti si sono ritrovati senza mezzo. Aerei e treni non disponevano di date utili a maggio per viaggiare o se vi erano prevedevano scali assurdi così come i prezzi. Chiaramente la decisione di aprire i confini da giorno 3 potrebbe risolvere queste piccole problematiche. Non considerando appunto questo fattore, è palese che una decisione deve essere presa e che serve un criterio su cui basarsi. Ecco che entra in gioco l’indice RT, l’indice di trasmissibilità. L’erre con ti è un valore che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva. Per l’indice RT ci dice il numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto dopo l’applicazione delle misure di contenimento per il Covid-19.

Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?

Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?

In realtà, per capire appieno l’utilità dell’indice RT, bisogna considerare il suo parente più stretto, l’indice R0 – nonché erre con zero. Il Ministero della Salute spiega la differenza tra i due sul sito ufficiale. Il valore R0 individua il “numero di riproduzione di base“, cioè il numero medio di infezioni direttamente provocate da ciascun individuo infetto all’inizio dell’epidemia e in assenza di misure di contenimento. Ad esempio, nel caso in cui R0 è 2 indicherà che ogni contagiato in media infetterà due persone. Logicamente, più R0 è alto, più rischiamo che il virus si diffonda. Il valore auspicabile è minore di 1, così da indicare che ogni infetto contagia meno di una persona e più probabilità di bloccare l’epidemia. Invece, l’amico RT considera quelle che sono le misure di contenimento adottate dal Governo. Si comporta più o meno come R0 ma è più specifico in merito alla situazione attuale. Anche qui, più è basso l’indice RT più aumentano le probabilità di eliminare l’infezione tra gli italiani.

L’indice RT come parametro decisorio

L’indice RT ci aiuta a capire come prosegue la diffusione del virus nella fase 2. Inizialmente il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità aveva imposto un indice RT vicino allo 0,2 – 0,3 affinché si riaprissero i confini regionali. Sulla base dei tassi di metà maggio però, che mostrano indici prossimi o minori a 1, la linea si è ammorbidita. Adesso, sembrerebbe che la soglia sia pari a 0,8. Ogni settimana, per cui anche in questa, si osservano alcuni indicatori tra cui l’indice RT per monitorare la situazione. Ad oggi, quasi tutte le regioni italiane hanno un indice RT sotto l’1, in base alle ultime tabelle pubblicate sul sito del Ministero della Salute. L’unica a stare di poco sopra è la Val D’Aosta, anche se non preoccupa più di tanto perché gli esperti dell’ISS dicono che pochissimi casi incidono su incremento considerevole dell’indice RT. Anche per questo motivo, si considerano altri fattori e variabili nel monitoraggio continuo dei casi.

Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?

Indice RT e confini regionali, riapertura confermata? – Tabella 22 maggio 2020

Come si può osservare dalla tabella, l’indice è in calo in tutte le regioni, il che è positivo. La valutazione relativa all’aumento di trasmissione e all’attuale impatto sui servizi assistenziali è “Bassa – livello 2” per tutte le regioni, ad eccezione della Val D’Aosta che risulta “Bassa Moderata“. Nel caso in cui si presentassero allarmi in qualche regione si potrebbero percorrere due strade. Come da DPCM, il presidente della regione propone al Ministero della Salute misure urgenti e necessarie per chiudere le attività commerciali e produttive e creare eventuali zone rosse, oltre a ridurre la mobilità. La seconda ipotesi, invece, consiste nella decisione del Governo di non aprire i confini di quella regione. Siamo vicini al bivio ma non sappiamo ancora se una delle due strade verrà imboccata o se non sarà necessario.

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Cinema

Quentin Tarantino: “Tra tutti i personaggi che ho diretto, ecco quello più stimolante”

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Quentin Tarantino: "Tra tutti i personaggi che ho diretto, ecco quello più stimolante"

Quentin Tarantino: “Tra tutti i personaggi che ho diretto, ecco quello più stimolante”. Quentin Tarantino viene considerato un genio assoluto della cinematografia e certamente questo titolo non gli è stato regalato da nessuno. Lo statunitense, nei tanti anni che ha passato sui set, è riuscito costantemente a donare alle opere che dirige, quel tocco che le rende inconfutabilmente di sua proprietà. Come ha fatto? Esperienza, passione e genialità mista a pazzia. La stessa follia che gli ha permesso di elaborare tantissimi personaggi dalle caratteristiche uniche. E’ dunque davvero interessante, venire a scoprire dallo stesso Tarantino, quale di questi sia il suo preferito. Se siete curiosi di scoprire qual’è, seguiteci!

Quentin Tarantino svela il personaggio che gli è piaciuto di più dirigere

Uno dei tanti successi firmati da Quentin Tarantino è indubbiamente Bastardi senza Gloria. La pellicola raccontava di un gruppo sovversivo pronto a qualsiasi cosa pur di fermare la follia omicida di Adolf Hitler. Nel film, appaiono diversi personaggi davvero caratteristici, ma quello che ha più amato il folle regista americano è il colonnello Hans Landa, un fascista senza scrupoli interpretato dall’eccezionale Christoph Waltz. Tarantino ha infatti confessato al noto giornale The Empire, di aver provato delle sensazioni inedite con il succitato ruolo, poiché sin dalla sua entrata in scena, cattura l’attenzione in maniera decisiva.

Ovviamente la bravura dell’attore ha avuto il suo peso, ha dichiarato il regista, ma le peculiarità del viscido personaggio, che viene soprannominato il Cacciatore di Ebrei sono uniche. La sua abilità di scoprire ogni cosa, ha poi detto Tarantino, ha reso molto più elettrico il finale della pellicola. Soprattutto perché Landa scoprirà i movimenti dei Bastardi ed i loro piani. Certamente il pubblico non tifava per lui, ha concluso l’americano, ma la sua pericolosità ha accalappiato l’attenzione di tutti.

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Politica

Donald Trump, il comizio è un disastro: beffato dai Millennials

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Donald Trump, il comizio è un disastro: beffato dai Millennials

Donald Trump, il comizio è un disastro: beffato dai Millennials. Donald Trump beffato dai Millennials: si potrebbe intitolare così lo scherzo orchestrato ai danni del Presidente degli Stati Uniti d’America. A cadere nella trappola non solo lui, ma tutto il suo staff. Un gruppo di giovani americani e di fan dei gruppi musicali coreani, i K-Pop Stans, grazie a TikTok e Twitter hanno realizzato uno scherzetto che è costato caro alla campagna elettorale del Presidente.

I ragazzi hanno finto di acquistare i biglietti per la convention a Tulsa, in Oklahoma, la partenza della campagna elettorale di Trump: oltre a ingannare con il falso acquisto dei biglietti, hanno inondato i social media di messaggi e video per boicottare la convention. “Ho un appuntamento con un albero“, “Devo danzare con le fate” e “Porto a spasso il gatto“: centinaia di messaggi come questi hanno inondato il web, mettendo in crisi lo staff del Presidente.

I Millennials beffano la macchina elettorale di Trump, ma la Casa Bianca minimizza

A Tulsa era atteso un milione di spettatori, in realtà le foto parlano chiaro: intere sezioni del palazzetto vuoto. Tutto frutto di prenotazioni fasulle che i fan K-Pop hanno realizzato online. Non è la prima volta che questi giovanissimi cercano di mettere in cattiva luce la Casa Bianca, soprattutto quando si tratta di temi sociali. Durante le manifestazioni del Black Lives Matters, hanno inondato di messaggi gli hashtags dell’estrema destra, paralizzando il loro tread e hanno anche messo off-line alcune applicazioni della polizia. La Casa Bianca e lo staff di Trump hanno negato lo scherzo ufficialmente, ma alcuni collaboratori hanno confermato l’evidente successo dello scherzo.

In realtà, sembra che l’idea di beffare le prenotazioni sia venuta ad una signora dell’Iowa, Mary Jo Laupp: sul suo profilo TikTok la signora ha fatto vedere come prenotare i posti gratuiti dell’arena, per fare in modo di lasciarli vuoti. Mostra anche come ottenere il biglietto tramite numero telefonico e subito dopo bloccare i messaggi pro-Trump.

Il boicottaggio dei ragazzi sembra una parte della verità. Molti bookmakers sospettano che gli americani abbiamo volontariamente deciso di non andare a Tulsa per protesta. Secondo alcune “voci di corridoio”, fino all’ultimo lo staff di Trump aveva invitato le persone a partecipare, dicendo che c’erano molti posti liberi.

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Cinema

Alien 5, si pensa al ritorno di Sigourney Weaver

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Alien 5, si pensa al ritorno di Sigourney Weaver

Alien 5, si pensa al ritorno di Sigourney Weaver. Non ci sono tante serie cinematografiche dell’horror paragonabili ad Alien. Il lungometraggio dedicato allo Xenomorfo e alle sue sfortunate vittime, ha impressionato e conquistato il mondo intero. La fortuna delle varie pellicole che si sono susseguite sta nella trama originale e mozzafiatante che ognuna di esse può vantare.

Certamente però, i vari attori che hanno preso parte ai lungometraggi, hanno giocato un ruolo altrettanto importante. Prima su tutti, è stata la meravigliosa Sigourney Weaver che nei brand ha sempre interpretato il tenente Ellen Ripley. All’alba di un possibile quinto capitolo della saga originale, molte voci di corridoio vorrebbero l’attrice coinvolta nuovamente nel progetto. A conferma di tale ipotesi, sono arrivate oggi, direttamente le parole del produttore di Alien.

Walter Hill confessa: “Sigourney Weaver è fondamentale per la realizzazione di Alien 5”

Sigourney Weaver è riconosciuta mondialmente come una delle attrici più brave e capaci di Hollywood. La settantenne americana, vanta infatti un curriculum stellare, formato da tutte quelle pellicole internazionali a cui ha preso parte. Detto questo, è altrettanto corretto affermare come Alien, rappresenti sostanzialmente il film che abbia definitivamente consacrato l’interprete al mondo intero. Sono infatti 4 i lungometraggi a cui la Weaver ha partecipato, ed ora che si parla molto insistentemente di un quinto capitolo in progettazione, è normale che si faccia il suo nome.

L’attrice, in una recente intervista aveva dichiarato di non essere assolutamente convinta di voler tornare a vestire i panni del tenente Ripley, tuttavia nella giornata di oggi, Walter Hill, lo storico produttore del franchise, ha svelato un’altra verità. Il californiano infatti ha parlato dell’artista, definendola fondamentale per la realizzazione del progetto Alien 5. Il manager ha poi rintuzzato, affermando come la Weaver rappresenti praticamente un personaggio a cui non è possibile affidare un’altra faccia. Chi la spunterà alla fine? Noi tutti speriamo Hill!

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Attualità

Coronavirus, paura a Pechino: chiuse le scuole e cancellati voli aerei

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Coronavirus, paura a Pechino: chiuse le scuole e cancellati voli aerei

Coronavirus, paura a Pechino: chiuse le scuole e cancellati voli aerei. La corsa del Covid-19 in Cina non sembra placarsi. Dopo quasi tre mesi di contagi ai minimi, la paura per il Coronavirus torna a farsi sentire, in particolar modo a Pechino. Nell’area di Huaxiang, nel distretto di Fengtai sono apparsi nuovi focolai: solo ieri 19 casi in più rispetto ai 27 del giorno prima. Immediate le misure di contenimento: bloccato l’accesso e l’uscita dai quartieri interessati, scuole chiuse e blocco di almeno il 70% del voli da e per la Cina. I focolai sembrano nati da un mercato del distretto di Fengtai, ad oggi considerato zona ad alto rischio contagio. Nel mercato di Xinfadi sono state trovate traccie di Covid-19 su un bancone dove veniva tagliato il salmone. E scoppia il caso diplomatico.

Nuovi focolai di Coronavirus a Pechino, le autorità cinesi accusano le importazioni di salmone dalla Norvegia

La prima ondata di Covid-19 aveva un colpevole: il pipistrello. A quanto sembra, ma ancora è tutto da confermare scientificamente, la pandemia è esplosa nei mercati in Cina per il consumo di carne infetta, proveniente dai pipistrelli. Adesso, invece, le autorità di Pechino mettono sotto accusa il salmone norvegese. Il South China Morning Post dichiara che la colpa della nuova ondata di Coronavirus è data dall’importazione del salmone dall’Europa. Uno dei portavoce del Municipio di Pechino, Chen Bei, ha dichiarato che il nuovo Coronavirus è diverso dal primo ed è questa differenza a far insospettire le autorità. Sembra infatti che il nuovo ceppo sia quello europeo e non cinese. Immediata la risposta della Norvegia: “Il coronavirus non è stato importato con il nostro salmone”, ha affermato il ministro della pesca norvegese Odd Emil Ingebrigtsen. Intanto, nei mercati e nei ristoranti il salmone è sparito e la sua importazione bloccata.

Coronavirus nel mondo, non si placano i contagi e morti. Al primo posto il Brasile

Se la paura per una nuova ondata sta spaventando la Cina, nel resto del mondo le cose non sembrano andare meglio. Sono oltre 440 mila i decessi in tutto il mondo per Covid-19, con più di 8 milioni di casi confermati. I paesi più colpiti sono Stati Uniti (11.963), Brasile (45.241), Gran Bretagna (42.054) e Italia (34.405).

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Attualità

Covid-19 aumentano i disoccupati ed è pericolo depressione

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Covid-19 aumentano i disoccupati ed è pericolo depressione

Covid-19 aumentano i disoccupati ed è pericolo depressione. La pandemia da Coronavirus non ha solo ucciso migliaia di persone, ha lasciato dietro di se danni collaterali che ogni giorno sembrano sempre più grandi. Le imprese grandi e piccole stentano a ripartire, coloro che erano poveri rischiano di esserlo ancora di più e la perdita di posti di lavoro si fa ogni giorno più drammatica. E’ proprio quest’ultimo dato che preoccupa di più: l’improvviso licenziamento porta molti ad ammalarsi di depressione. Secondo l’OMS la depressione è la prima causa di disabilità a livello mondiale e, in Italia, colpisce circa 3 milioni di persone.

Depressione e perdita del lavoro, in Italia c’è il rischio di un aumento dei casi

“Uscire dall’ombra della depressione” è lo studio in cui la Fondazione Onda analizza il rapporto tra depressione e perdita del lavoro. Secondo lo studio, tra i disoccupati creati dalla crisi economica possono celarsi quasi 200 mila depressi e raggiungere il 7% dei depressi totali in Italia. In Lombardia, la regione maggiormente colpita da Covid-19, si stimano 150 mila persone affette da depressione. Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Neuroscienze e Salute Mentale, ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, dichiara che i veri effetti di questa depressione si potranno vedere solo tra qualche anno. Il distanziamento sociale, la solitudine ma anche l’abbassamento del proprio reddito possono aumentare il rischio di ammalarsi di 2-3 volte rispetto la media.

La depressione, oltre al lato sociale, ha un impatto sui costi previdenziali molto alto. Secondo Francesco Saverio Mennini, Professore di Economia Sanitaria all’Università di Tor Vergata a Roma, l’aumento dei malati di depressione impatterà in maniera sostanziale sui costi previdenziali, a partire dalle assenze dal lavoro per malattia. Inoltre gli assegni di invalidità e inabilità hanno un costo di circa 106 milioni di euro, a carico della sanità pubblica. Secondo Mennini, le autorità governative a livello locale e nazionale devono mobilitarsi prima che insorga la malattia, con screening e centri di ascolto, da potenziare soprattutto in questo periodo.

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Attualità

Massimo Carminati, scarcerato il “nero” del Mondo di Mezzo

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Massimo Carminati, scarcerato il "nero" del Mondo di Mezzo

Massimo Carminati, scarcerato il “nero” del Mondo di Mezzo. Dalle 13.30 di oggi Massimo Carminati è ufficialmente un uomo libero. Lascia il carcere di Oristano dopo quasi 6 anni di reclusione per il suo ruolo chiave nell’indagine “Mondo di mezzo”, il processo di Mafia Capitale che aveva fatto tremare il mondo politico ed imprenditoriale di Roma. Soddisfatti gli avvocati di Carminati, un pò di meno il Ministro della Giustizia, che annuncia l’invio di ispettori. Massimo Carminati non avrà né obbligo di firma né di dimora.

Massimo Carminati, l’ex Nar finito in carcere insieme a Salvatore Buzzi ed altri 30 imputati, ottiene la libertà a cinque giorni dalla sentenza della Cassazione che annulla il 41bis per associazione a delinquere di stampo mafioso.

Libero Massimo Carminati, l’ex Nar che ha creato il mondo di mezzo a Roma, tra cooperative e spaccio di droga

I suoi legali hanno fatto appello su un cavillo tecnico per la sua scarcerazione. Dopo tre rigetti della Corte di Appello, l’istanza viene accolta dal Tribunale della Libertà. Carminati può uscire dal carcere perché “la carcerazione preventiva è arrivata al limite” e, dato che la sentenza per il processo di Appello Bis ancora non è arrivata, la scarcerazione è fattibile. Carminati  è arrivato all’uscita del carcere in completo blu e con una borsa, allontanandosi dai giornalisti su un taxi.

Massimo Carminati è stato al centro dell’indagine “Mondo di mezzo” il 2 dicembre 2014. Il suo nome è legato a quello della Banda della Magliana. Grazie ad un’intercettazione, i carabinieri hanno iniziato ad indagare sul “Cecato” (suo soprannome) e la sua combriccola. Lo scenario fu uno tsunami per Roma: sotto il suo giogo finirono politici di tutti gli schieramenti, imprenditori, funzionari e spuntò anche il nome dell’ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che ha firmato l’annullamento del 41bis per Carminati, ha deciso di inviare degli ispettori per verificare le modalità di scarcerazione dell’uomo.

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Politica

Movimento 5 Stelle, scandalo soldi dal Venezuela: Grillo frena, “è una bufala”

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Movimento 5 Stelle, scandalo soldi dal Venezuela: Grillo frena, "è una bufala"

Movimento 5 Stelle, scandalo soldi dal Venezuela: Grillo frena, “è una bufala“. Il quotidiano spagnolo ABC ha riportato ieri una notizia che, se confermata, avrebbe una forte ripercussione sul nostro governo. Sembra che nel 2010 il governo Venezuelano di Hugo Chavez abbia finanziato il Movimento 5 Stelle con 3 milioni e mezzo di euro. La somma sembra sia arrivata in Italia per mezzo di una valigetta totalmente in contanti e direttamente nelle mani di Gianroberto Casaleggio, per via di un console venezuelano a Milano, Gian Carlo Di Martino. A supporto della tesi, il quotidiano ha anche pubblicato uno stralcio di un documento riservato dei servizi segreti venezuelani. Il documento viene riportato sul profilo Twitter del quotidiano.

Dura la reazione del Movimento, sono solo fake news: Davide Casaleggio annuncia querele

Le reazioni da parte del Movimento 5 stelle non sono tardate ad arrivare. Il figlio di Gianroberto Casaleggio, Davide, si dice amareggiato per l’affronto alla memoria del padre e annuncia querele: “Io non so perché un giornale spagnolo racconti in copertina una fake news. Io non so perché i giornali italiani non approfondiscano minimamente la notizia scoprendo, ad esempio, che se ne parlò anche negli anni scorsi, ma finì nel nulla come tutte le fake news”. Il Portavoce dei Pentastellati, Vito Crimi, parla di una “ridicola fake news“. Ovviamente, il governo di Caracas bolla come false le notizie e non confermano la veridicità del documento. C’è però da ricordare che il Movimento 5 stelle abbia sempre appoggiato il governo Venezuelano, anche durante gli scontri contro il governo Maduro, succeduto a Chavez.

Intanto dalle opposizioni sale la protesta: la Lega e Fratelli d’Italia chiedono al Movimento 5 stelle di riferire in Aula sull’accaduto. “Al momento al governo, anziché il modello Genova per rilanciare opere pubbliche, economia e imprese c’è, tristemente, un modello misto Cgil-Venezuela”, ha attaccato Matteo Salvini. Secondo Giorgia Meloni “l’incomprensibile simpatia” del Movimento verso il governo Venezuelano potrebbe spiegare il perché di questa vicenda.

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Cultura

Auguri Giovanna Botteri, la “nostra” inviata compie oggi 63 anni

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Auguri Giovanna Botteri, la "nostra" inviata compie oggi 63 anni

Auguri Giovanna Botteri, la “nostra” inviata compie oggi 63 anni. “Se la donna da soggetto diventa oggetto del racconto c’è qualcosa di sbagliato”. E’ con queste parole che Giovanna Botteri, storica giornalista italiana, ha stroncato tempo fa una critica nata da un servizio di Striscia la Notizia per il suo aspetto fisico. Determinata, caparbia e soprattutto Giornalista con la G maiuscola, oggi la Botteri compie 63 anni. Negli ultimi mesi è stata sul fronte cinese a raccontare in prima linea il disastro della Pandemia da Covid-19 nel focolaio di Wuhan. Una professionista che non si è mai tirata indietro da situazioni scomode ed a sempre raccontato le vicende del mondo con professionalità e umanità.

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Chi è Giovanna Botteri, vita privata e professionale di un volto storico del giornalismo italiano

Figlia del giornalista Guido Botteri, Giovanna nasce a Trieste il 14 giugno 1957; la madre era originaria del Montenegro. Dopo la laurea in Filosofia e un dottorato in Storia del cinema alla Sorbona di Parigi, Giovanna decide di seguire le orme del padre e intraprende la carriera da giornalista. Inizia in piccoli quotidiani locali fino a quando nel 1985 lavora al fianco di Michele Santoro. Da lì, arriva un ruolo come corrispondente esteri per la redazione del Tg3, dove prende il via la sua carriera nel mondo. E’ stata sempre in prima linea nelle zone più calde del pianeta. Nel 1991 era presente durante il crollo dell’Unione Sovietica e, poi, nella guerra in Bosnia e Sarajevo. Ha lavorato con Miran Hrovatin, il fotografo ucciso insieme ad Ilaria Alpi. Ha seguito la Guerra del Golfo in Iraq e Afghanistan ed era in diretta quando iniziarono i bombardamenti a Baghdad nel 2003. Era a New York quando crollarono le Torri Gemelle e, adesso, è in Cina da quando è scoppiata la pandemia di Covid-19.

Non si sa molto della sua vita privata: ha una figlia nata dalla relazione con il giornalista Lanfranco Edwards Pace, con il quale si è separata da un pò di tempo.

Oltre a vincere molti premi giornalistici, due volte nel 2000 e nel 2003 il Premio Ilaria Alpi e il Premio Flaiano nel 2018, è anche Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 2003.

Gli auguri a Giovanna Botteri, diventata simbolo della lotta al body shaming

Suo malgrado, Giovanna Botteri si è trovata nel mezzo di un servizio di Striscia La notizia, che la “redarguiva” per il suo aspetto poco curato. Giovanna, dal canto suo, non ha mai voluto aizzare le polemiche anzi: con grande classe, ha dato una lezione di stile sul ruolo della donna. Su Facebook Che Tempo Che fa, ha voluto farle gli auguri riportando proprio le parole che Giovanna ha usato per porre fine alla questione dell’aspetto fisico. E noi le riproponiamo, per fare gli auguri ad una grande donna ed una grande giornalista.

https://www.facebook.com/chetempochefa/posts/4138392056202879

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Attualità

Coronavirus, al via l’accordo tra Italia e Inghilterra per il vaccino

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Coronavirus, al via l'accordo tra Italia e Inghilterra per il vaccino

Coronavirus, al via l’accordo tra Italia e Inghilterra per il vaccino. Il Ministro della Sanità Roberto Speranza, durante gli Stati Generali a Villa Pamphilj, ha annunciato uno storico accordo con Francia, Germania e Olanda. “Abbiamo sottoscritto un’alleanza per il vaccino. E abbiamo sottoscritto un accordo molto rilevante con Astrazeneca”. A detta del ministro, la produzione del vaccino è imminente e le prime dosi saranno pronte già in autunno. Si tratta di un passo storico nella lotta al Coronavirus e alla corsa al vaccino, che ormai si sta trasformando in una corsa all’oro.

Accordo per l’unione tra Italia e Inghilterra per la produzione del vaccino anti Covid-19

La produzione e la sperimentazione del vaccino è un lavoro di concordato tra tre soggetti: l’Università di Oxford in Inghilterra, l’Advent IRBM di Pomezia e la Sgs Vitrology di Glasgow. L’Italia svolgerà la parte più relativa alla produzione. Le ricerche e le sperimentazioni stanno già dando buoni frutti. Secondo il Ministro Speranza, in autunno saranno circa 400 milioni di dosi destinate ai cittadini europei.

“Il vaccino è l’unica soluzione definitiva per il Covid-19. Per me andrà sempre considerato un bene pubblico globale, diritto di tutti, non privilegio di pochi”, a scriverlo proprio il Ministro della Salute sul suo profilo Facebook. Entusiasta anche il Premier Giuseppe Conte il quale, sempre su Facebook, si congratula con il team italiano.

Test preliminari del vaccino, risultati promettenti per sconfiggere il Covid-19

Il vaccino in questione è frutto del lavoro in laboratorio dell’università di Oxford ed è già stato testato sui macachi e su alcuni volontari, tra cui molti ricercatori. La ricetta sarà testata su un campione di 500 volontari nel Regno Unito e, successivamente, ad altri nel Sud America. Ad oggi, infatti, Inghilterra e Brasile sono i paesi con il più alto numero di contagiati per Coronavirus. La scelta è ricaduta su questi paesi per un semplice motivo: il vaccino per avere efficacia deve lavorare in ambienti dove il virus è ancora attivo.

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Lavoro

Coronavirus, nuovo DPCM 11 giugno firmato dal Premier Conte

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Coronavirus, nuovo DPCM 11 giugno firmato dal Premier Conte

Coronavirus, nuovo DPCM 11 giugno firmato dal Premier Conte. Dopo un lungo Consiglio dei Ministri, il Premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo DPCM con data 11 giugno. Questo nuovo decreto porta all’apertura di nuove attività produttive e servizi su tutta Italia. Il Premier, che in questi giorni si barcamena tra gli stati generali dell’economia a Villa Pamphilj e le audizioni dai PM Bergamaschi, si dice soddisfatto dei risultati raggiunti. Vediamo nel dettaglio cosa cambia con questo nuovo decreto.

Nuovo DPCM 11 giugno aprono sale giochi e centri benesseri, ma stop alle sale da ballo e le discoteche

Le misure adottate saranno operative dal prossimo 15 giugno. Nel decreto si dà via libera alla riapertura delle sale giochi, sale scommesse, sale bingo; ma anche centri termali, centri culturali e centri sociali. Il tutto previa verifica da parte di Regioni e Province della curva epidemiologica. Inoltre, tornano attivi i centri estivi per i bambini di età compresa tra 0 e 3 anni: una boccata di ossigeno per tutti i genitori che hanno ripreso le attività lavorative.

Torna anche attivo il servizio spettacoli: cinema, teatri e concerti possono riprendere ma sempre rispettando le norme di sicurezza. In una nota, l’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) si dice soddisfatta dell’allineamento dei cinema alle altre attività aperte al pubblico. Si potrà andare con i propri familiari ma il distanziamento ci sarà con gli altri spettatori; non sarà obbligatorio l’uso della mascherina ma è comunque raccomandato.

Cosa resta fuori? Le sale da ballo e le discoteche, nonché fiere e congressi fino al 14 luglio. Per quanto riguarda invece gli spostamenti da e verso l’estero, sale a 5 giorni il periodo massimo di permanenza senza quarantena nel territorio italiano.

Sport, riparte il calcio italiano e dal 25 giugno via libera alle altre discipline da contatto

Oggi poi è il giorno X: riparte il calcio italiano con la Coppa Italia e precisamente con il big match Juventus-Milan. Dopo tante ed estenuanti riunioni, finalmente le partite prendono il via. Ovviamente si gioca a porte chiuse e senza pubblico, nel “rispetto dei protocolli di sicurezza emanati dalle rispettive Federazioni sportive al fine di prevenire le occasioni di contagio”. Questo vale sia per il calcio ma anche per tutte le altre discipline sportive. Dal 25 giungo, poi, via libera in Regioni e Province Autonome di altre discipline da contatto (come ad esempio pallacanestro o boxe) sempre monitorando l’andamento dei contagi.

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