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Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?

L'ultima settimana di maggio è iniziata e si ha voglia di arrivare presto alla fine per sapere se il Governo confermerà l'apertura dei confini regionali dal 3 Giugno. Tanti fattori e variabili si osservano ogni giorno per monitorare la diffusione del virus. Tra questi l'indice RT sembrerebbe dettare la soglia in base alla quale si deciderà

Indice RT e confini regionali, riapertura confermata? Inizia un’altra settimana, l’ultima di maggio. Forse una delle più importanti per il nostro Paese. In base a quelli che saranno i risultati e i numeri di questa settimana si potrà capire se, effettivamente, sarà concesso, senza problematiche, lo spostamento tra regioni dal 3 Giugno annunciato nel decreto del 18 maggio. Come più volte ripetuto, però, si deve sempre fare i conti con la curva epidemiologica. Sembrerebbe che in base ai dati sul monitoraggio sanitario aggiornati al giovedì che verrà si prenderà la decisione in merito. La conferma o meno della libertà infra regionale dovrebbe arrivare nel weekend. Concedere la riapertura dei confini regionali potrebbe essere una scelta saggia per alcune regioni piuttosto che per altre. Ma è anche vero che i lati positivi sono diversi per gli italiani e per l’Italia. Ecco perché aggrapparsi all’Indice RT sembra l’unica soluzione adatta per la decisione.

Confini, riaprire o non riaprire? Questo è il dilemma

In base ai vari bollettini quotidiani del Ministero della Salute, la regione più colpita è sempre la Lombardia, con 300/400 nuovi casi al giorno. Anche se è innegabile che i miglioramenti ci sono stati e ci sono tuttora con la diminuzione progressiva dei decessi e del numero di soggetti in terapia intensiva. Certo è che i passi avanti devono essere continui e sostenuti da una collaborazione degli stessi cittadini. Avevamo già parlato dei menefreghisti che passeggiavano indisturbati ai Navigli di Milano senza mascherina e rispetto della distanza minima qualche settimana fa. Nei weekend successivi anche in altre città italiane si iniziavano a vedere assembramenti non concessi, soprattutto tra i giovani. La situazione sembrava essere sfuggita di mano ma con maggior controlli e riprese dai vari sindaci, presidenti e governatori sembrava essersi assestata. Anche Conte ha sottolineato che non è ancora tempo per la movida e ha ripreso i giovani.

Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?
Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?

Il weekend appena trascorso ha replicato, però, una situazione che non dovrebbe avvenire. Troppa gente in giro, in qualsiasi città. A Milano, Muccino ha segnalato il “problema” con un tweet. Nelle altre città la situazione è visibile su tutti i social dalle varie storie e post pubblicati. Insomma, sembrerebbe che ancora non ci sia una piena collaborazione – mai stata effettivamente. Forse alcuni italiani hanno capito che il virus è sparito e possiamo tornare a fare tutto come prima. Di certo dove i numeri sono più alti il controllo deve essere maggiore. La scelta di riaprire i confini infra regionali per alcune e per altre no comprometterebbe la ripresa economia del Paese. La Lombardia, cuore pulsante dello stivale, è indispensabile per il boost economico che ci serve adesso, ma a fronte di una seconda ondata conviene rischiare?

Indice RT, cos’è e perché è diverso da R0?

Tralasciando il fatto che tenere chiusa la Lombardia comprometterebbe anche i lati positivi di una riapertura, come il rientro di alcuni italiani a casa propria. Ma il rientro al domicilio non era già concesso? Certo che sì, con l’ultimo decreto era possibile rientrare nella propria regione “in ogni caso“. Solo che in molti si sono ritrovati senza mezzo. Aerei e treni non disponevano di date utili a maggio per viaggiare o se vi erano prevedevano scali assurdi così come i prezzi. Chiaramente la decisione di aprire i confini da giorno 3 potrebbe risolvere queste piccole problematiche. Non considerando appunto questo fattore, è palese che una decisione deve essere presa e che serve un criterio su cui basarsi. Ecco che entra in gioco l’indice RT, l’indice di trasmissibilità. L’erre con ti è un valore che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva. Per l’indice RT ci dice il numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto dopo l’applicazione delle misure di contenimento per il Covid-19.

Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?
Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?

In realtà, per capire appieno l’utilità dell’indice RT, bisogna considerare il suo parente più stretto, l’indice R0 – nonché erre con zero. Il Ministero della Salute spiega la differenza tra i due sul sito ufficiale. Il valore R0 individua il “numero di riproduzione di base“, cioè il numero medio di infezioni direttamente provocate da ciascun individuo infetto all’inizio dell’epidemia e in assenza di misure di contenimento. Ad esempio, nel caso in cui R0 è 2 indicherà che ogni contagiato in media infetterà due persone. Logicamente, più R0 è alto, più rischiamo che il virus si diffonda. Il valore auspicabile è minore di 1, così da indicare che ogni infetto contagia meno di una persona e più probabilità di bloccare l’epidemia. Invece, l’amico RT considera quelle che sono le misure di contenimento adottate dal Governo. Si comporta più o meno come R0 ma è più specifico in merito alla situazione attuale. Anche qui, più è basso l’indice RT più aumentano le probabilità di eliminare l’infezione tra gli italiani.

L’indice RT come parametro decisorio

L’indice RT ci aiuta a capire come prosegue la diffusione del virus nella fase 2. Inizialmente il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità aveva imposto un indice RT vicino allo 0,2 – 0,3 affinché si riaprissero i confini regionali. Sulla base dei tassi di metà maggio però, che mostrano indici prossimi o minori a 1, la linea si è ammorbidita. Adesso, sembrerebbe che la soglia sia pari a 0,8. Ogni settimana, per cui anche in questa, si osservano alcuni indicatori tra cui l’indice RT per monitorare la situazione. Ad oggi, quasi tutte le regioni italiane hanno un indice RT sotto l’1, in base alle ultime tabelle pubblicate sul sito del Ministero della Salute. L’unica a stare di poco sopra è la Val D’Aosta, anche se non preoccupa più di tanto perché gli esperti dell’ISS dicono che pochissimi casi incidono su incremento considerevole dell’indice RT. Anche per questo motivo, si considerano altri fattori e variabili nel monitoraggio continuo dei casi.

Indice RT e confini regionali, riapertura confermata?
Indice RT e confini regionali, riapertura confermata? – Tabella 22 maggio 2020

Come si può osservare dalla tabella, l’indice è in calo in tutte le regioni, il che è positivo. La valutazione relativa all’aumento di trasmissione e all’attuale impatto sui servizi assistenziali è “Bassa – livello 2” per tutte le regioni, ad eccezione della Val D’Aosta che risulta “Bassa Moderata“. Nel caso in cui si presentassero allarmi in qualche regione si potrebbero percorrere due strade. Come da DPCM, il presidente della regione propone al Ministero della Salute misure urgenti e necessarie per chiudere le attività commerciali e produttive e creare eventuali zone rosse, oltre a ridurre la mobilità. La seconda ipotesi, invece, consiste nella decisione del Governo di non aprire i confini di quella regione. Siamo vicini al bivio ma non sappiamo ancora se una delle due strade verrà imboccata o se non sarà necessario.

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