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Indagine sierologica: cos’è e perché è importante?

Indagine sierologica: cos'è e perché è importante?
Indagine sierologica: cos'è e perché è importante?

Indagine sierologica: cos’è e perché è importante? Più si va avanti più devono essere le informazioni raccolte sul nostro nemico invisibile. Si perché più sappiamo e più armi possiamo usare contro il Covid-19. A fine aprile avevamo parlato dei primi test sierologici avviati in Lombardia. Questo mese, invece, è stata lanciata un’indagine di siero prevalenza dal Ministero della Salute insieme all’ISTAT e in collaborazione con la Croce Rossa Italiana. In questo modo, sarà possibile individuare quanti hanno sviluppato gli anticorpi al Coronavirus in Italia. L’indagine sierologica riguarderà un campione di 150.000 abitanti italiani in duemila Comuni, distribuite in base a sei differenti classi di età. A indagine già in corso, diversi sono i riscontri di chi si rifiuta o non risponde alla chiamata. Perché è importante collaborare?

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I test sierologici: cosa sono?

L’indagine sierologica avviata ha lo scopo di stimare la diffusione del virus in Italia. Si potrà così individuare la percentuale di persone che hanno sviluppato i cosiddetti anticorpi. Che vuol dire? Un individuo che ha sviluppato anticorpi può aver “sconfitto” il Covid-19 o essere stato a contatto con persone infette. Si potranno stimare la dimensione dell’infezione e la frequenza in base ad alcuni fattori quali il sesso, l’età, l’occupazione e la regione di appartenenza. L’esito dell’indagine è molto importante, come sottolinea il Ministero della Salute.

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Test sierologico VS tampone

Se non sai cosa si intende con test sierologico, ti spieghiamo brevemente cos’è e la differenza con il tampone. In questi mesi abbiamo sentito parlare molto di questi benedetti tamponi tramite cui scoprire la positività al Covid. E questi, infatti, ci davano una risposta allo stato attuale, quasi come una fotografia di quell’istante. La prima differenza sta qui. I test sierologici, invece, aiutano a costruire un filmato del nostro organismo, individuando o meno la presenza di anticorpi. Se la persona ha prodotto anticorpi sarà entrata in contatto con il virus, banalmente a prescindere che sia asintomatica o meno. Come sottolineano le FAQ sul sito dell’ISTAT, individuare la presenza di anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta al virus non è legato a diagnosticare l’infezione in atto.

In altre parole potresti essere negativo al test sierologico poiché non vi è traccia di anticorpi ma potresti comunque essere contagioso. Un’altra differenza è legata alla modalità. Il tampone nasofaringeo è un esame diverso dal test, che esame non è appunto. In questo caso si parla di un prelievo di sangue. Niente cotton fioc in gola o su per le narici, un semplice e veloce prelievo del sangue. Insomma, non è nulla di assurdo. Una richiesta più che accettabile considerando l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

Indagine sierologica: un servizio per il Paese

Il Ministero della Salute ha specificato che non è possibile candidarsi come volontario. Infatti, chi fa parte del campione è stato definito dall’ISTAT in base ai dati raccolti in questi mesi. Tutti coloro che rientrano in questo campione sono stati e saranno contattati dalla Croce Rossa. Come? Mediante una chiamata le cui prime cifre sono 06.5510. Non vi è alcuna obbligatorietà però è consigliato “approfittare” di questa opportunità. Perché? Sia per sé stessi, in quanto puoi scoprire se hai avuto contatti col virus o se l’hai avuto, sia per il Paese, dato che i risultati dell’indagine saranno molto utili nella lotta contro il virus. In più, il test è gratuito, non si paga nulla. Il Servizio Sanitario Nazionale coprirà tutti i costi.

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Sarà garantita la riservatezza sui dati durante tutta l’indagine e i risultati finali saranno comunicati in modo aggregato in modo da non poter ricollegare il singolo dato al singolo individuo. Lo stesso Ministero della Salute conferma che l’indagine sierologica è anonima e che lo studio è effettuato su dati aggregati. L’esito del prelievo sarà comunicato solamente al singolo partecipante e, in caso di positività, al medico di famiglia che fornirà indicazioni su eventuali accertamenti. Più persone aderiscono – il risultato ottimale sarebbe il 100% – più informazioni saranno raccolte e più conosceremo il virus e i suoi punti deboli.

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