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Incendio a Chernobyl preoccupa, il fumo è arrivato a Kiev

Preoccupante la situazione dell'incendio a Chernobyl. Le autorità fanno sapere che non c'è pericolo, intanto il fumo arriva a Kiev

Incendio a Chernobyl preoccupa, il fumo è arrivato a Kiev. Sono circa mille i vigili del fuoco impegnati a combattere le fiamme che si propagano nell’area di Chernobyl. Nella zona infatti circa due settimane fa avevano preso piede le fiamme. Il 14 aprile le autorità avevano fatto sapere come l’incendio era stato circoscritto e non vi era più “fuoco libero”. L’incendio, divampato nella zona conosciuta per il triste episodio della centrale nucleare del 1986, ha però ripreso vigore a causa del forte vento. Da due giorni le autorità ucraine hanno chiesto a tutti gli abitanti della capitale, Kiev, di chiudere le finestre e rimanere in casa. Al momento, il livello delle radiazioni nell’aria è nella norma. La preoccupazione infatti è che l’incendio a Chernobyl possa emanare in aria radiazioni pericolose per l’uomo, dato che il territorio circostante sarebbe ancora radioattivo.

Il fumo a Kiev

Il fumo nella giornata di ieri ha raggiunto però Kiev, che dista ben 110 km dalla zona interessata, ovvero da Chernobyl. Il rogo infatti sta interessando tutta la zona circostante l’ex centrale nucleare, quindi tutta la zona ancora contaminata. Questo è il motivo per cui, oltre ai fumi neri che provocano problemi respiratori, soprattutto in soggetti più piccoli come i bambini, si teme il rischio delle radiazioni emanate nell’aria. Dopo aver intimato i cittadini di restare a casa, il sindaco di Kiev, Vitaly Klitschko, ha assicurato che c’è “solo fumo, non radiazioni”. Il dato rilevante riguarda l’inquinamento. Infatti tra il 16 e il 17 aprile nella capitale ucraina il valore dell’indice della qualità dell’aria era pari a 380. Cifra che sposta Kiev in cima al ranking mondiale di questa triste classifica.

I vigli del fuoco coinvolti per spegnere l’incendio, che si avvicina sempre più al reattore dell’ex centrale, sono più di mille, con tre elicotteri e due aerei che cercano di domare le fiamme.

Più grande l’incendio a Chernobyl secondo Greenpeace

La preoccupazione più grande è che, per non creare allarmismi, le autorità ucraine stiano nascondendo la realtà. Greenpeace ha infatti dichiarato come l’area dell’incendio, nella Zona di esclusione, sia quattro volte superiore agli 11.500 ettari ufficialmente dichiarati dalle autorità. Il rischio di un insabbiamento è quasi reale. Il problema che la storia possa ripetersi, seppur in modo più lieve, secondo l’organizzazione ambientalista, è reale e possibile. Ciò che ci si augura è un intervento da parte delle autorità predisposte, perché l’accaduto potrebbe rivolgersi sull’Europa tutta e non solo, anche in Russia. Soprattutto l’augurio è che si parli dell’accaduto, perché in Italia pare che nessuno se ne sia accorto. Dato il momento e i problemi ben diversi che stiamo affrontando, aggiungerne altri sarebbe deleterio.

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