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Il giorno dei giorni, l’Italia riparte ma con molte incertezze

Il giorno dei giorni, l'Italia riparte. Dopo quasi tre mesi oggi finalmente l'Italia riapre, con sicurezza e a distanza

Il giorno dei giorni, l’Italia riparte ma con molte incertezze. Sabato sera in un suggestivo Palazzo Chigi di notte, Giuseppe Conte annuncia l’inizio della tanto attesa fase 2. Si riapre: l’Italia può sciogliere in parte le misure di lockdown prese per il Covid-19. Oggi è una nuova liberazione per l’Italia: aprono negozi, parrucchieri ed estetisti; si possono incontrare gli amici; si può finalmente uscire senza le famigerate autocertificazioni. Restano però alcuni paletti: mascherine e guanti semi obbligatori, evitare gli assembramenti e rispettare la quarantena in caso di contagio.

L’Italia riparte ma non allo stesso modo, le Regioni non sono tutte allineate

Il Decreto Rilancio ha visto un duro confronto tra Stato e Regioni, tra voglia di ricominciare e paura per un nuovo focolaio. Vincenzo De Luca, presidente della Campania, non ha firmato l’intesa: “Il Governo non scarichi la responsabilità sulla sicurezza” ha dichiarato De Luca, che ha deciso di non riaprire. Piemonte e Lombardia , invece, tengono chiuse piscine e palestre fino al 31 maggio. La Sardegna continua la quarantena di 15 giorni per chiunque arrivi nell’isola in questo periodo.

Riaprire tutto, riaprire poco. Quali sono le paure degli italiani?

Lo abbiamo atteso per mesi questo giorno: il giorno in cui possiamo di nuovo muoverci con un po’ più di libertà. Ma c’è una velata paura: il virus non è stato sconfitto, non c’è cura e non c’è vaccino. La libertà riconquistata oggi vale davvero così tanto? Se ci fermiamo a riflettere a questi mesi passati c’è un vuoto: il vuoto lasciato dalle migliaia di vittime che il virus ha mietuto. In una ricerca della Nielsen, il 22% degli italiani ha ancora paura del contagio e teme l’arrivo di un nuovo focolaio. C’è poi anche la paura economica: 3 italiani su 4 temono che per la ripresa ci vogliano almeno 6 mesi e che comunque sarà molto lenta.

L’Italia s’è desta: saremo pronti alla era post Covid?

Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori. E’ cosi che ci dipingiamo, un popolo poliedrico e che ha saputo rialzarsi dopo ogni tragedia. L’Italia e gli italiani vengono dipinti all’estero come un popolo scanzonato, con la testa tra le nuvole ma siamo invidiati per la bellezza naturale e culturale e soprattutto per la nostra “tavola“. Abbiamo superato guerre, crisi economiche e disastri naturali e, seppur con qualche intoppo, ci siamo rialzati. Ma adesso?

Adesso è qualcosa di diverso, che non abbiamo mai affrontato: una pandemia. Adesso l’Italia s’è desta, adesso dobbiamo rialzarci insieme: nei mesi di lockdown abbiamo scoperto un popolo unito, che cantava insieme l’Inno di Mameli dai balconi ogni sera, che ha aiutato il vicino in difficoltà. Ecco facciamolo anche adesso: restiamo orgogliosi del nostro paese e va bene non sarà perfetto ma è il più bello e forte del mondo e dimostriamolo di nuovo.

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