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Il debito incatena l’Italia, rating di Standard & Poor’s rimane BBB

Il debito incatena l'Italia, rating di Standard & Poor's rimane BBB
Il debito incatena l'Italia, rating di Standard & Poor's rimane BBB

Il debito incatena l’Italia, rating di Standard & Poor’s rimane BBB. La linea dell’agenzia di rating Standard & Poor’s per quanto riguarda l’Italia non cambia. Potrebbe essere un fatto positivo, così come negativo. Positivo perché al di sotto del rate BBB esiste quasi solo quello di spazzatura. E negativo, per lo stesso motivo, siamo davanti solo alla spazzatura. Di certo il sollievo è per aver sventato una crisi all’interno dell’Europa (qualora i nostri titoli fossero stati valutati “junk”). Secondo quanto riporta però il Sole 24 Ore, l’agenzia di rating mantiene alta la tensione italiana: “sarà possibile una revisione al ribasso del rating dell’Italia se il debito non sarà messo su una chiara via al ribasso nel corso dei prossimi tre anni”.

L’unica via quindi per evitare un default dei titoli italiani sarebbe ridurre il debito, non quello privato sempre costante, ma quello pubblico (utopia?). Continua così poi S&P, spiegando che qualora “ci sarà un marcato deterioramento delle condizioni di credito che metta a repentaglio la sostenibilità delle finanze pubbliche” verrà rivalutato il rate italiano. Questo soprattutto se non sarà l’Eurozona a sostenere con delle misure adeguate l’Italia.

Il debito e Standard & Poor’s

Secondo la stessa agenzia di rating “la maggior parte del nuovo debito creato quest’anno come conseguenza della pandemia sarà acquistato dalla Bce.” Questo considerando sempre nuove iniziative e implementazione di quelle esistenti, che secondo S&P non sono affatto sufficienti. Tutto ciò considerando che il debito pubblico italiano può essere sostenuto, grazie anche al livello di quello privato. L’importante rimane sempre che l’Eurozona si faccia carico di nuove politiche da attuare per l’emergenza.

Attorno alla valutazione arrivata ieri c’era tanta tensione. Soprattutto per quanto riguarda investitori con grandi portafogli. La Bce ha in parte aiutato l’Italia in questo momento. La decisione della Banca centrale europea è infatti quella di accettare, in via provvisoria fino a settembre, anche i titoli che dovessero diventare “junk” in questo periodo, nonostante non siano affatto appetibili. Infatti l’importanza dei rating risiede proprio in questo motivo. L’appetibilità. Il rischio maggiore infatti sarebbe quello che il rating diventasse così basso da far scappare i grandi investitori, con conseguenze atroci per tutte le società residenti in Italia.

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