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Google contro il coronavirus e le fake news

Le fake news in questi giorni sono tante. Google fa la sua parte per non diffonderle e intanto aiuta con ingenti somme in tutto il mondo, come tanti altri privati e non solo

Lotta contro le fake news

Google  è in prima linea anche per la lotta contro le fake news. L’ultima notizia riguarda un’app chiamata Infowars che l’azienda di Mountain View avrebbe cancellato dal proprio store online, con la motivazione di presenza di teorie complottiste e anche di vendita di prodotti che erano presentati, ingannevolmente, come soluzione per il coronavirus. Commentata così la decisione direttamente da un portavoce di Google al giornale the Verge: “Ora più che mai per il team combattere la disinformazione sul Play Store costituisce una priorità assoluta. Quando troviamo app che violano le norme diffondendo informazioni fuorvianti o dannose, le rimuoviamo dallo store”.

800 milioni di dollari

“Continueremo a supportare le nostre comunità, di cui fanno parte milioni di aziende, insegnanti, ricercatori e organizzazioni no profit, per superare insieme le sfide che ci aspettano”. Il messaggio arriva direttamente da Mountain View, California. Da qui partirà un grande aiuto per affrontare di petto l’emergenza. Ingente è la somma con cui contribuirà per frenare l’emergenza. Sono infatti 800 milioni di dollari quelli che verranno donati per aiutare piccole e medie imprese, organizzazioni sanitarie, ONG e governi.

La suddivisione

È direttamente il Ceo Sundar Pichai con un post ufficiale a spiegare come verranno suddivisi: “250 milioni di dollari in crediti pubblicitari per aiutare l’Organizzazione Mondiale della Sanità e oltre 100 agenzie governative a livello globale affinché forniscano informazioni rilevanti su come prevenire la diffusione”, previsto anche “un fondo di investimento da 200 milioni di dollari a supporto delle Ong e delle istituzioni finanziarie di tutto il mondo per aiutare le piccole imprese nell’accesso al credito. 340 milioni di dollari in crediti per Google Ads, disponibili per tutte le Pmi con account attivi nell’ultimo anno.”

In aiuto della ricerca, fondamentale in questo momento, come in tanti altri (bisognerebbe capirlo) verranno stanziati anche “20 milioni di dollari in crediti Google Cloud destinati a istituzioni accademiche e ricercatori”. Questo per lo studio di potenziali terapie e vaccini, soprattutto contro il coronavirus. Come riportato anche da Ansa verrà anche aumentato il contributo che “offre per raddoppiare le donazioni di ogni dipendente” fino a 10.000 dollari.

Anche Zuckerberg e Gates in aiuto

Come riportato da Ansa, l’iniziativa si chiama “Acceleratore terapeutico“. Mark Zuckerberg e Bill Gates uniscono gli sforzi e corrono in aiuto per l’emergenza. L’obiettivo è quello di “valutare rapidamente i farmaci esistenti più promettenti per vedere quali potrebbero essere efficaci nel prevenire e curare il coronavirus. Visto che questi farmaci hanno già attraversato studi clinici di sicurezza se sono efficaci, sarà molto più veloce renderli disponibili rispetto a sviluppare e testare un nuovo vaccino. Se tutto va bene, mesi, piuttosto che un anno o più”. Queste le parole del fondatore di Facebook in un suo post. L’impegno economico sarà pari a 125 milioni per questa iniziativa lanciata, il 10 marzo scorso, dal fondatore di Microsoft insieme a Wellcome e Mastercard. Lo scopo sarà proprio quello di accelerare lo sviluppo dei trattamenti.

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