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Gatti positivi al Coronavirus: in Cina scatta l’allarme ma il consumo non si ferma

A Wuhan molti gatti positivi al Coronavirus. Shenzhen vieta il consumo di animali ma ancora troppe persone mangiano cani e gatti

Gatti positivi al Coronavirus: in Cina scatta l’allarme ma il consumo non si ferma. Un rapporto dell’Università agraria di Huazhong e dell’Istituto di virologia di Wuhan hanno accertato che dei gatti sono risultati positivi al Coronavirus. Secondo la ricerca, resa pubblica dal Global Times, 15 campioni su 102 sono risultati positivi, campioni presi da gatti nel centro di Wuhan.

Tre esemplari hanno anche mostrato alti livelli di anticorpi neutralizzanti, facendo pensare che abbiano contratto il virus a causa del contatto con i rispettivi proprietari. Il lavoro dei ricercatori di Huazhong arriva dopo che il portale BioRxiv aveva riportato una ricerca dell’Istituto di Veterinaria di Harbin che aveva portato i ricercatori a sostenere che i gatti fossero molto più esposti al virus rispetto a cani, polli, maiali ed anatre.

Shenzen vieta il consumo di cani, gatti e animali selvatici

Una decisione storica quanto necessaria quella presa dal governo della città di Shenzen che ha deciso per il divieto di consumo di carne di cani, gatti e fauna selvatica. Il divieto era in discussione dall’inizio dell’epidemia e, ora che è stato firmato, entrerà in vigore il 1 maggio. Ecco la nota del governo: “È vietato mangiare gatti e cani mentre il consumo degli altri animali allevati a scopo di consumo secondo le norme vigenti. È proibito mangiare tutti gli animali selvatici terrestri sia allevati in cattività che catturati”. 

Al fine di salvaguardare la natura e la salute pubblica sono stati inseriti nel divieto anche serpenti, insetti, uccelli e tartarughe. La città di Shenzen si trova poco distante da Hong Kong e questa vicinanza ha fatto sì che la decisione fosse presa e accettata più facilmente dalla provincia, cosa che non accade nel resto della Cina, dove il consumo di gatti e cani è ancora molto frequente.

Subito dopo lo scoppio della pandemia in Cina è stato approvato il decreto che ha vietato i commercio illegale di animali selvatici ma solo a Shenzhen il divieto è stato esteso esplicitamente a cani e gatti. I consumatori di animali selvatici verranno multati da 5 a 30 volte il valore degli animali e i commercianti saranno multati da 3 a 10 volte il loro reddito illecito. Shenzhen ha agito da apripista, con la speranza che tutta la Cina si adatti per non vedere più i tristemente famosi festival della carne di cane.

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