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Fiocco azzurro in anticipo in casa Boris Johnson e Carrie Symonds

Nato con due mesi di anticipo il figlio del Premier della Gran Bretagna Boris Johnson e della compagna Carrie Symonds. Intanto, nel Regno Unito, preoccuperebbe una strana infezione che colpirebbe i bambini e sarebbe correlata al Covid-19

Fiocco azzurro in anticipo in casa Boris Johnson e Carrie Symonds. Passata la paura dopo aver contratto il Coronavirus,  il Primo Ministro della Gran Bretagna Boris Johnson sta vivendo una settimana fantastica. Il Premier, infatti, dopo essere tornato a lavoro nel suo ufficio di Downing Street lunedì scorso, ha visto la nascita nella notte del figlio. Il comunicato sarebbe stato dato da un portavoce, il bambino sarebbe nato a Londra con due mesi di anticipo rispetto il previsto. Boris Johnson, 55 anni, è in attesa di convolare a nozze con la terza moglie, Carrie Symonds, di 32 anni.

Il Premier e la sua futura consorte non avrebbero ancora scelto il nome del bambino. Anche la futura signora Johnson, nelle settimane precedenti, aveva contratto come il Primo Ministro britannico, il Coronavirus. Sia la mamma sia il bambino, secondo quanto riferito dal portavoce e riportato da Ansa.it, starebbero comunque bene. Per Boris Johnson si tratta del sesto figlio, dopo i quattro avuti con la seconda moglie, l’avvocatessa Marina Wheeler, e quella nata da una relazione extraconiugale con la consulente artistica Helen MacIntyre. Nessun figlio, invece, sarebbe nato dall’unione tra il Premier della Gran Bretagna e la prima moglie Allegra Mosty Owen, figlia della scrittrice e giornalista italiana Gaia Servadio.

Coronavirus, Gran Bretagna: un virus correlato al Covid-19 colpisce i bambini

Nel frattempo, in Gran Bretagna, dove solo ieri hanno perso la vita 586 persone in 24 ore per Coronavirus, a preoccupare adesso sarebbero i bambini. La rivista Health Service Journal, infatti, avrebbe riportato come diversi giovanissimi sarebbero stati ricoverati nelle terapie intensive britanniche a causa di uno stato infiammatorio che avrebbe colpito i vasi sanguigni. La nuova sindrome sarebbe stata fino ad ora sconosciuta e riconducibile al Coronavirus. La Pediatric Intensive Care Society avrebbe inviato i medici per riferire sui casi analoghi. Al momento, però, non ci sarebbero ancora dati a sufficienza per capire sintomatologia e diffusione dell’infiammazione.

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