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Fase 2, Conte predica ancora attenzione

Fase 2, Conte predica ancora attenzione
Fase 2, Conte predica ancora attenzione

Fase 2, Conte predica ancora attenzione. Si è conclusa nella tarda serata di ieri la riunione tra il governo, le varie regioni e i sindaci. Il tema dell’incontro virtuale è stato ovviamente la fase 2. Nella giornata di ieri avevano iniziato a circolare delle voci su una possibile riapertura anticipata, per alcuni settori. Quello che ha lasciato intendere il presidente Giuseppe Conte, attraverso un post su Facebook, è che sarà molto difficile prevedere un’apertura anticipata solo per alcuni. Il 4 maggio rimane quindi la data prestabilita. “Coadiuvato dalla Task force di esperti e dal Comitato tecnico scientifico”, scrive Conte, il governo sta cercando di trovare la soluzione più adatta per la ripartenza.

Fase 2, con attenzione

Per la fase 2 quindi la parola chiave è attenzione. È vero che iniziano a vedersi i segni positivi degli sforzi fatti fino ad ora, ma proprio per questo motivo non bisogna renderli vani. Secondo il premier infatti “non sono ancora tali da consentire il venir meno degli obblighi attuali e l’abbassamento della soglia di attenzione.” Insomma, questa ripartenza anticipata non s’ha da fare.

Ovviamente la discussione era nata dalla richiesta della Lombardia di riaprire anticipatamente. Messaggio male interpretato, volutamente o meno, da vari governatori e anche alcuni media, che hanno subito pensato ad un senso di irresponsabilità da parte del governatore lombardo Fontana. Il tutto verrà fatto secondo le direttive del governo, e soprattutto a scaglioni. Non ci saranno riaperture totali da un giorno all’altro, men che meno in una regione fortemente colpita. Come riferito anche dal Premier infatti c’è stata piena collaborazione da parte di tutti i governatori, i quali “hanno espresso adesione al disegno dell’Esecutivo di adottare un piano nazionale, contenente linee guida omogenee per tutte le Regioni”. 

https://www.facebook.com/GiuseppeConte64/posts/907364789745487

La politica faccia il suo dovere

Sarebbe anche arrivata l’ora che alcuni politici, premier su tutti, si prendessero le proprie responsabilità, invece che demandare continuamente ad ulteriori task force il compito di cercare delle vie d’uscita. Attenzione, certo, la salute prima di tutto, ma che la politica faccia il suo dovere, ovvero prendere decisioni. Ciò a cui si assiste da mesi è un continuo scarico di responsabilità su altre persone. Vengono nominate task force ogni settimana quando in realtà ci sono ministeri che avrebbero lo stesso compito.

Viene da chiedersi i vari ministeri dell’economia, dello sviluppo, della salute e della ricerca cosa stiano facendo. Dato che il premier ascolta il parere del comitato scientifico, il ministero della salute è stato depauperato? E i ministeri dello sviluppo economico e quello dell’economia e delle finanze? Stanno lavorando con la nuova task force di Colao? C’era bisogno di ingaggiare centinaia di persone quando ci sono ministeri preposti per queste funzioni?

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