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Effetto Coronavirus, il lockdown ha quasi del tutto annullato il rumore antropico

Effetto Coronavirus, il lockdown ha quasi del tutto annullato il rumore antropico
Effetto Coronavirus, il lockdown ha quasi del tutto annullato il rumore antropico

Effetto Coronavirus, il lockdown ha quasi del tutto annullato il rumore antropico. Non solo paura e reclusione, il Coronavirus porta tanti e curiosi effetti sulla vita di tutti i giorni che la maggior parte di noi aveva sperimentato solo in particolarissime condizioni. Se in laguna, a Venezia, banchi di pesci e anatre selvatiche sono ritornati a mostrarsi dopo decenni nel Canal Grande, lo stesso si potrebbe dire in quasi tutte le grandi città italiane,  riconquistate dalla fauna da tempo scomparsa e sprofondate in un silenzio che pare irreale. Già, il silenzio, qualcosa che abbiamo provato soltanto fuggendo dal roboante ambiente urbano e oggi compagno di isolamento domiciliare.

L’INGV è sicuro: rumore abbattuto dopo i decreti “Cura Italia”

Una sensazione nuova e che gli scienziati del INGV hanno formalizzato attraverso lo studio del cosiddetto “rumore antropico“, il rumore, appunto, causato dalle normali attività umane di tutti i giorni. Quello che eravamo abituati a chiamare “inquinamento acustico”, secondo l’Istituto di geofisica e vulcanologia, sembra ormai ridotto ad un lontano eco, abbattuto dalle condizioni dettate dalla quarantena.

Lo stop a scuole, attività commerciali, uffici e soprattutto trasporti ha di fatti annullato ogni sorgente di rumore e la riconferma arriva proprio dalle sofisticate strumentazioni in possesso dei nostri laboratori. A fare da test ci hanno pensato le due sedi INGV di Orzinuovi (BS) e Piacenza che sono stati monitorati dal 9 al 22 febbraio, dal 23 febbraio al 7 marzo e dall’8 marzo al 31 marzo attraverso oltre 20 mila campionature. I risultati sarebbero stupefacenti.

Rumore antropico abbattuto, silenzio e quiete regnano in Italia

Quello che si nota a colpo d’occhio è la netta differenza tra i segnali registrati nel primo periodo in esame (quello prima dell’emanazione del primo DPCM inerente all’intero territorio nazionale) e quelli dei periodi successivi. Un decremento molto vicino all’80% nella fascia che va da 1 a 20 Hz (quella propria del rumore antropico ambientale). Leggermente meno importante ma comunque significativo l’ulteriore abbassamento del livello di rumore nel mese di marzo con una nuova caduta a partire dal 23 marzo scorso, giorno seguente al DPCM numero quattro dell’emergenza Covid-19.

Differenze anche tra le ore diurne e notturne che però, da qualche settimana si starebbero attenuando in una sorta di pareggio. Tale risultato sarebbe l’effetto della chiusura delle tante attività commerciali in funzione durante le ore serali come bar, ristoranti, cinema e teatri. Insomma, avremo perso in libertà di movimento e svago, ma avremo guadagnato in tranquillità e quiete. Udito e umore ringraziano.

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