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Coronavirus, uno tra milioni di virus scoperti e ancora da scoprire nel mondo

Coronavirus, il gene del Covid-19 e tutti i suoi fratelli. Il mondo della sfera dei virus, tra le migliaia di quelli conosciuti ed i milioni ancora da scoprire dagli scienziati di tutto il mondo

In Cina lo scorso gennaio un team di virologi ha isolato il virus causa del Covid-19. Qualche settimana dopo, allo stesso è stato dato un nome: SARS-CoV-2. Per farlo, hanno dovuto studiare il virus per diverso tempo. Negli ultimi anni, infatti, gli scienziati hanno scoperto una grande vastità di virus in un mondo che loro hanno chiamato virusfera.

Hanno incontrato centinaia di migliaia di infezioni alle quali non sono ancora riusciti a dare un nome. Gli scienziati sospettano inoltre che questi siano milioni, o addirittura trilioni, che aspettano ancora di essere scoperti. Edward Holmes, dell’Università di Sidney, in Australia, ha affermato: “Ci basti sapere che abbiamo scoperto soltanto una piccola frazione di questa virusfera“.

Con la scoperta dei virus, nel tardo 1800, gli scienziati hanno spesso scoperto le differenti specie di virus e le loro conseguenze, come ad esempio l’influenza e la rabbia. Più tardi, i virologi hanno imparato a riconoscere nuovi tipi di virus e svilupparli in laboratorio, dove sono emerse le più fini componenti biologiche. Dopo decadi di accurato lavoro, i virologi hanno ufficialmente dato il nome a 6.828 specie di virus.

Un numero irrisorio quando si considera che gli etimologi hanno scoperto solo 380 mila specie di coleotteri. Ma negli ultimi anni, i virologi hanno cambiato il modo di ricercare. Ora guarderebbero a piccoli materiali in campioni genetici quali acqua, fango, sangue, ed utilizzano programmi per computer sofisticati per riconoscere il gene del virus.

Coronavirus, il metodo di Matthew Sullivan della Ohio State University

Matthew Sullivan, un virologo della Ohio State University, ha utilizzato un metodo per cercare i virus che infettano la vita degli oceani. Con i suoi colleghi hanno analizzato materiale genetico nell’acqua del mare, collezionando un viaggio scientifico intorno al mondo. Alcuni geni appartenevano a specie già conosciute dalla scienza, ma ce n’erano anche alcuni nuovi.

Nel 2016, il Dottor Sullivan ed i suoi colleghi hanno catalogato oltre 15 mila virus, ognuno rappresentante una nuova specie. Erano più del doppio delle specie di virus fino ad allora identificate. E con questo, il Dottor Sullivan ed i suoi colleghi, pensarono di aver finito la diversità dei virus del mare. Ma loro continuarono a collezionare ancora acqua, inventando nuove strade per cercare virus nei materiali genetici. Nel 2019, hanno riportato un totale di 200 mila specie. “Smetto di dirlo. Abbiamo finito“, aveva così detto il Dottor Sullivan.

Altre ricerche stanno scoprendo centinaia di nuovi virus. “Bene, siamo in una fase esponenziale”, ha detto il Dottor Jehns H.Kuhn, capo dei virologi all’Integrated Research Facility al Fort Detryck in Maryland.Se qualcuno mi darà 100 milioni di dollari ed io vado fuori a mangiare cocomeri di mare, tornerò da voi con 10 mila nuovi virus“. Formalmente descrivere un nuovo virus resta un compito che richiede tempo.

Quando i ricercatori cinesi hanno isolato il virus che ha causato il Covid-19, hanno scoperto che hanno una distinta corona di proteine. Questa caratteristica ci ha detto che il virus apparteneva alla famiglia del Coronavirus, che ha 39 specie conosciute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha utilizzato questa scoperta per dare alla malattia il suo nome, Malattia Coronavirus 2019 o, appunto, Covid-19.

Coronavirus, gli studi genetici sul virus e le scoperte del mondo scientifico

Proprio per determinare il tipo di coronavirus con cui stavano avendo a che fare, i virologi hanno sequenziato il suo gene. Il virus è geneticamente simile a quello che provocò la SARS nel 2002. A marzo, la Commissione Internazionale della Tassonomia dei Virus, dichiarò che due virus appartenevano alla stessa specie. Il virus che provocò la SARS fu denominato SARS-CoV, così quello del Coronavirus è stato chiamato SARS-CoV-2. I virus che hanno infettato l’uomo sono quelli maggiormente compresi. Ma solo 250 virus scelgono l’uomo come ospite. Il Dottor Holmes la definisce: “Una frazione insignificante della virusfera colpisce l’uomo”. Mentre centinaia di migliaia di specie stanno aspettando di avere un nome, i virologi credono di scoprirne molti altri velocemente. Il Dottor Holmes stima che le specie di virus che infettano animali, piante, funghi e protozoi (eucarioti), sono 100 milioni.

I batteri ed altre piccole cellule di microbi appartengono al gruppo chiamato procarioti. In un documento pubblicato il 4 marzo dalla rivista Microbiologia e Biologia Molecolare il Dottor Kuhn ed i suoi colleghi hanno argomentato che ci sarebbero almeno 100 milioni di virus che infetterebbero i procarioti. Alcuni ricercatori sostengono però che ci sarebbero altre specie di procarioti al mondo, il che significherebbe avere altri milioni di virus, che qualcuno sostiene possano essere 10 trilioni. Per ognuna di queste specie, gli scienziati studiano la loro correlazione con altri virus. Gli scienziati che studiano animali e piante possono contare sulla relazione e sulla classificazione fatta da Carl Linnaeus nel 1700. Le nostre specie appartengono alla classe dei mammiferi, mentre i virologi hanno lottato per classi e regni della virusfera.

Parte del problema è che i virus hanno una propensione allo sviluppo dei geni con le altre specie, rendendo difficile la realizzazione di linee tra i loro gruppi. E, molto spesso, un virus appare senza senso. Un esempio di venire alla luce a Febbraio, quando degli scienziati trovarono un virus in un lago, chiamato poi Yaravirus, con 74 geni di cui 68 mai visti prima in altri virus. Negli ultimi anni, il Dottor Kuhn ed i suoi colleghi hanno cercato di mettere a tacere questo caos. Hanno sviluppato un modello chiamato “Megataxonomy” per classificare i virus che sembrano lavorare. Il team ha catalogato i virus portando avanti uno o più geni caratteristici. Il Dottor Kuhn ha dichiarato che il suo modello dovrebbe essere presto accettato. Ma alcuni ricercatori sono scettici a riguardo. Il Dottor Kuhn ha dichiarato di fare esperimenti su alcuni dei virus più pericolosi al mondo, come Ebola e SARS-CoV-2. Una migliore comprensione della virusfera potrebbe aiutare lui ed i suoi colleghi a combattere questi problemi e gli altri ancora sconosciuti: “Dobbiamo capire cosa c’è là fuori”, ha detto infatti il Dottor Kuhn.

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