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Coronavirus, un’app contro la violenza

Dopo le file senza soldi nei supermercati, l'ennesima bomba sociale destinata a scoppiare è quella relativa alla violenza sulle donne. Il Viminale si è fatto avanti per non abbandonare le donne in pericolo

Coronavirus, un’app contro la violenza. Il Coronavirus è una pandemia che ci sta facendo cambiare la prospettiva e la visuale a cui eravamo abituati. L’emergenza sanitaria ormai conclamata e la crisi economica, di cui si è praticamente certi, non possono trascurare un aspetto molto importante: la violenza sulle donne. Le restrizioni e gli obblighi imposti dal Governo sono necessari, lo dicono gli scienziati e la ricerca, ma per molte donne equivalgono ad una condanna. La quarantena forzata che le costringe a rimanere in casa non fa altro che aumentare le probabilità di subire violenza e esserne vittime con sempre maggiore frequenza. “Lo stato c’è per aiutare chi è in difficoltà”, ha detto il Presidente del Consiglio Conte, ed ecco anche un aiuto per queste donne. Non sono soldi e non sono “bonus spesa”, ma è il sostegno e la vicinanza della Polizia di Stato.

Il Ministero degli Interni, nella persona del Ministro Lamorgese, ha reso nota la creazione di un’app, chiamata YouPol, che possa aiutare facilitare le richieste di aiuto per le donne in difficoltà. La preoccupazione è forte e ogni giorno diventa sempre più concreta. Come sottolinea il relatore delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, Dubravka Simonovic, “la casa per donne e bambini potrebbe diventare una specie di prigione”. La nuova app, ha detto il Ministro dell’Interno, “consentirà alle donne vittime di violenza di chiedere aiuto senza dover chiamare la polizia”. L’app appena creata dal Viminale consentirà di segnalare violenze o di denunciare queste ultime nel minor tempo possibile.

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