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Coronavirus, Trump e il farmaco anti-malaria

Il presidente Trump ha ribadito nella giornata di ieri la sua spinta per l'uso di un farmaco anti-malaria contro il coronavirus

Coronavirus, Trump e il farmaco anti-malaria. Consigli medici che vanno ben oltre le scarse prove dell’efficacia del farmaco, nonché i consigli di dottori ed esperti di sanità pubblica. Questo è ciò che ha fatto Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, nella giornata di ieri, secondo quanto riportato dal New York Times. È un attacco diretto al presidente quello del giornale newyorkese: “La raccomandazione del signor Trump dell’ idrossiclorochina (il farmaco consigliato da Trump) per il secondo giorno consecutivo durante un briefing alla Casa Bianca, è stato un esempio lampante della sua sfacciata volontà di distorcere e sfidare apertamente l’opinione degli esperti e le prove scientifiche quando non si adatta alla sua agenda.” Questo un estratto dal Times che poi rincara: Accanto a due alti funzionari della sanità pubblica che hanno rifiutato di appoggiare la sua richiesta di amministrare ampiamente il farmaco, Trump ha suggerito di parlare per istinto e ha riconosciuto di non avere esperienza in materia.”

I dati sul farmaco sono molto limitati

Il Presidente Trump ha affermato che stanno testando il farmaco, e nonostante gli esperti affermino che i dati che arrivano dai test sono molto limitati, lui afferma che “ci sono alcuni segni molto forti e potenti” del suo potenziale. “Se funziona, sarebbe un peccato non averlo fatto in anticipo”, ha dichiarato Trump.

Lo stesso giornale americano riporta di un giornalista che alla conferenza di domenica abbia chiesto al dottor Anthony S. Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Disease, di approfondire l’argomento, e di come Trump gli abbia impedito di rispondere. Il dottor Fauci, nonché esperto medico del presidente, era stato infatti molto più scettico sul potenziale del farmaco. “Sai quante volte ha risposto a questa domanda? Forse 15 volte”, ha detto il presidente, avanzando verso il leggio dove si trovava il dottor Fauci.

Un attacco in pieno regime di libertà di stampa quello che arriva dal New York Times, niente di nuovo comunque, cosa che qui in Italia, purtroppo, quasi mai si è vista.

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