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Coronavirus, si poteva fare di più?

Nuove accuse contro il governo e le istituzioni per la gestione dell'epidemia. Probabilmente era possibile gestire meglio la situazione

Coronavirus, si poteva fare di più? “Non c’è una visione, una pianificazione: vengono prese decisioni giorno per giorno, senza riuscire ad anticipare gli eventi che precedono le scelte del governo”. Questo è quanto non sta funzionando secondo il Professor Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia e responsabile del laboratorio che esegue i test per il Covid 19 presso l’Università di Padova, in un’ intervista sul quotidiano Il Giornale. È lo stesso scienziato che ha messo in piedi il modello veneto di Vo’ Euganeo. Ciò che è stato fatto nel paesino veneto poteva essere imitato nel resto d’Italia, secondo il professore, ma che le istituzioni, tra cui il governo, hanno preferito ignorare.

Il piano era pronto da metà gennaio

Così il professor Crisanti: “Il piano antipandemia era pronto ma non è stato messo in atto a partire da metà gennaio nonostante ci fossero tutti gli elementi per prevedere che il coronavirus avrebbe colpito duramente anche il nostro paese”. Certamente sono frasi che fanno discutere. Vero però che abbiamo visto in quest’ultimo mese come il governo abbia rincorso, più che anticipato, tutti gli avvenimenti che hanno concesso al virus e alla paura di diffondersi.

Così come il problema degli ospedali: “La battaglia contro il Covid-19 non si vince negli ospedali ma sul territorio. Gli ospedali purtroppo sono diventati la maggiore fonte di contagio.  Il personale sanitario non è stato messo in sicurezza quando era necessario farlo subito. Dov’erano le mascherine? Dove i presidi sanitari? I medici sono stati lasciati soli a fronteggiare in prima linea il coronavirus e gli ospedali si sono trasformati in bombe infettive.”

La curva dei malati

In questi giorni molte sono le persone che ogni giorno aspettano il bollettino della protezione civile, molti quelli che attendono nella speranza di vedere quella maledetta curva scendere e non rialzarsi più: “La curva non scenderà se non isoliamo i malati, se non li separiamo dai sani. Una persona che vive in casa con un positivo ha una probabilità 280 volte maggiore di prendere il coronavirus. Praticamente abbiamo replicato il modello della Diamond Princess: persone isolate con i positivi e alla fine si ammalano tutti.” 

Ovviamente il modello a cui si riferirebbe lo stesso Crisanti è quello utilizzato nel comune di Vo’ Euganeo. Con l’isolamento e lo screening di tutta la popolazione si è stati in grado di isolare i positivi, effettuando tamponi a tutta la popolazione e quindi arrivare a zero contagi una volta finita la quarantena.

Quando riaprire?

Le scuole rimarranno chiuse per ancora molto a detta anche del premier Conte, c’è chi parla di riparlare delle restrizioni da dopo Pasqua, secondo il professore:“Abbiamo chiuso quando avevamo mille morti. Possiamo pensare di riaprire con 10 mila vittime? Dobbiamo decidere quale sarà il rischio accettabile. Noi diamo indicazioni sulla base delle evidenze scientifiche, ma poi non siamo noi a decidere.” Il tutto nella speranza che questa volta le scelte fatte potranno anticipare gli eventi senza aver rimpianti su ciò che si poteva fare e non è stato invece fatto.

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