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Coronavirus, positiva lavoratrice Amazon: CGIL chiede lo stop

Contagiata lavoratrice dello stabilimento del colosso dell'e-commerce di Passo Corese. Nel frattempo l'azienda continua a lavorare e CGIL chiede lo stop beni non necessari

Coronavirus, positiva lavoratrice Amazon: CGIL chiede lo stop. Una collaboratrice dello stabilimento di Amazon a Passo Corese, paesino in provincia di Rieti, non distante dalla Capitale. Dalle ultime notizie la donna avrebbe lavorato fino al 22 marzo e Amazon ha prontamente avvisati tutti i dipendenti che hanno avuto contatti con la contagiata, assicurando che se dovessero affrontare l’isolamento saranno posti in permesso retribuito.

I lavoratori di Amazon sono in rivolta da settimane poiché, nonostante l’epidemia, non si fermano né le lavorazioni né consegne, soprattutto di beni non essenziali. La lavoratrice risulta essere residente a Nerola, il comune tristemente famoso per essere diventato zona rossa dopo un altissimo numero di contagiati in una casa di riposo. Amazon ha messo in sicurezza il perimetro dove lavorava la donna per sanificarlo; la notizia della positività della donna sarebbe stata data prima in un gruppo WhatsApp dedicato ai dipendenti, creando subito il panico tra gli stessi.

CGIL: “Amazon deve cessare la lavorazione di merci non essenziali”

Il capo dipartimento regionale della Filt CGIL categoria trasporti logistica, Massimo Pedretti, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla questione: “Vogliamo l’immediata interruzione delle lavorazioni di merci non necessarie. La scorsa settimana Amazon ci aveva comunicato che sarebbero stati trattati solo beni di prima necessità ma i lavoratori ci hanno detto ben altro: continuano ad impacchettare cappottini per cani, oggettistica e altra merce non indispensabile. La mole di lavoro non è cambiata, anche se Amazon ha sistemato le aree come richiede il protocollo. Ci auguriamo che la collaboratrice guarisca presto e che multinazionali come Amazon smettano di produrre merci non essenziali”.

Amazon: “La salute dei dipendenti è la nostra priorità”

È prontamente arrivata anche la nota ufficiale di Amazon, che ha augurato una pronta guarigione alla dipendente e assicurato il resto dei colleghi: “Siamo vicini alla collega in quarantena, le auguriamo una pronta guarigione. La salute dei dipendenti è la nostra priorità, chiunque abbia problemi di salute deve rimanere a casa: noi stiamo aumentando le ferie e i permessi retribuiti. L’azienda ha smesso di accettare prodotti non prioritari: è una decisione che permette a dipendenti e centri di distribuzione di focalizzarsi sui beni di cui i cittadini hanno più bisogno in questo momento. Comprendiamo che per i nostri partner di vendita è un grande cambiamento ma dobbiamo dare priorità ai clienti”.

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