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Coronavirus, oltre 40 mila morti negli Stati Uniti

Salgono ancora i decessi negli Stati Uniti. L'Europa rimane centro maggiore dell'epidemia, intanto anche in Svezia si registrano problemi con le case di cura

Coronavirus, oltre 40 mila i morti negli Stati Uniti, anche in Svezia problemi con le Rsa. Aumentano ancora i dati sui contagi e i decessi negli Stati Uniti. Intanto Trump è sempre più convinto di essere in vantaggio nella “guerra” contro il virus. Gli sforzi fatti secondo il presidente americano sono tanti. Intanto dall’Inghilterra, il vice premier fa sapere delle buone condizioni di Boris Johnson. Il caso ormai che tiene banco da settimane, in Italia come in tutta Europa, è quello delle case di cura. Dopo le notizie uscite sulla Gran Bretagna, anche dalla Svezia fanno sapere come un terzo dei morti provenga proprio dalle Rsa. Il totale dei contagiati nel mondo intanto sale a 2.404.249, con un totale di 165.234 decessi, secondo i dati ufficiali forniti dalla Johns Hopkins University.

Europa

Come anticipato, il problema che preoccupa maggiormente l’Europa, e non solo, è quello delle Rsa. La questione non è solo affare italiano, inglese o francese, ma risulta essere un problema anche in Svezia. Nel paese scandinavo si contano 14.385 contagi con un tasso di mortalità pari al 10,7%. Circa un terzo dei decessi, fanno sapere, arriva dalle case di cura. Per il personale delle Rsa non è infatti previsto che portino dispositivi di protezione come le mascherine e i guanti, e sono proprio loro i primi ad infettare gli anziani. A riportarlo è l’emittente svedese SVT, dopo aver intervistato un’infermiera di una casa di cura. La situazione in Francia racconta di 154.098 casi di contagio e 19.744 decessi dall’inizio dell’epidemia. I numeri contano anche decessi tra le case di cura e negli istituti per persone con disabilità, secondo quanto riportato da RaiNews.

Anche nel Regno Unito la situazione peggiora. L’aumento dei casi di contagio è “profondamente preoccupante” ammette il vice premier Michael Glove. Per questo lo stesso Glove ha subito smentito le voci che davano per probabile un allentamento delle misure di restrizione in Gran Bretagna. Il numero dei contagi è salito a 121.173, con un tasso di mortalità pari al 13,28%. Intanto lo stesso vice premier rassicura la nazione sulle condizioni di salute di Boris Johnson, il quale “si sta riprendendo bene ed è di buon umore”. La Germania rimane la nazione, tra le più grandi, in Europa ad avere un tasso di mortalità basso, e un alto tasso di guarigione. I contagi sono infatti 145.742, con 4.642 vittime. I guariti sono invece ben 88.000.

Stati Uniti

Cresce il numero dei contagi e dei decessi negli Stati Uniti. Il totale dei casi di contagio è pari a 759.687 mentre il numero di decessi arriva a 40.683. Il tasso di mortalità rimane comunque stabile intorno al 5,35%. La situazione peggiore è sempre quella nella città di New York, dove si registrano, secondo i dati ufficiali, ben 14.451 morti a causa del coronavirus. Intanto continuano le proteste in nome della libertà in vari stati nel paese, tra cui anche Washington. E proprio dalla capitale, nella solita conferenza dalla Casa Bianca, ha parlato il presidente Donald Trump, ribadendo quanto sforzo si stia facendo e che presto si riaprirà. Anche dal punto di vista delle terapie e della cura del virus si sta facendo molto: “Abbiamo avviato uno sforzo senza precedenti per accelerare lo sviluppo di trattamenti e terapie per il trattamento e la difesa contro il coronavirus.” Ha affermato lo stesso Trump.

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