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Coronavirus, nuovo picco di morti negli Stati Uniti, Boris Johnson è ancora malato

I contagi nel mondo superano di gran lunga il milione. Solo negli Stati Uniti il 25% dei casi. Nel frattempo in Cina tre minuti di silenzio nel ricordo delle vittime

Coronavirus, nuovo picco di morti negli Stati Uniti, Boris Johnson è ancora malato. Continuano ad aumentare i casi di contagio nel mondo. Il numero di casi accertati sale a 1.100.283, quasi l’8% in più rispetto alla giornata di ieri. Il numero di casi maggiore è sempre negli Stati Uniti, secondo quanto riferito dalla Johns Hopkins University, dove nella giornata di ieri è stato raggiunto un nuovo picco di decessi in sole 24 ore. In Italia sembra abbassarsi sempre di più la linea dei contagi in percentuale, l’attesa sarà per il cosiddetto plateau.

Europa

L’Unione Europea in questi giorni ha deciso di iniziare a muoversi su più fronti per combattere l’emergenza. Sono infatti sospesi tutti i dazi doganali e l’IVA, per un periodo di almeno sei mesi, sulle mascherine, ventilatori, test e altri dispositivi medici. Così il commissario agli affari esteri Paolo Gentiloni: “È essenziale che le apparecchiature e i dispositivi medici arrivino rapidamente dove sono necessari”

Nel frattempo in Spagna la situazione dei contagi è arrivata allo stesso livello italiano, e seguendo il trend, già nella giornata di oggi, il numero di contagi nella penisola iberica potrebbe superare quello italiano. In Spagna si contano infatti 119.199 casi di contagio, con un elevato numero di guariti pari a 30.513, il secondo in ordine mondiale dopo la Cina. La Germania, per quanto mostrano i dati ufficiali, è la nazione più in linea con il tasso di mortalità di cui un mese fa si parlava. Il numero dei contagi tedeschi è infatti 91.159 con un tasso di mortalità del 1,4% circa. Ricordiamo che non tutte le nazioni utilizzano lo stesso metro di attribuzione di cause di morte.

Nel Regno Unito invece il numero dei casi sale, con un tasso di mortalità pari al 9,3% secondo i dati ufficiali. Nel frattempo il primo ministro Boris Johnson, attraverso canali social, fa sapere di essere ancora malato, di stare meglio, ma che un sintomo come la febbre sia ancora presente: “Sebbene mi senta meglio, e abbia trascorso i miei sette giorni d’isolamento, ho ancora uno dei sintomi, un sintomo lieve, ho ancora la febbre. – e poi continua – Quindi nel rispetto delle indicazioni del governo devo continuare a restare in auto-isolamento, fino a che questo stesso sintomo non passerà”.

Stati Uniti

Dagli Stati Uniti le notizie, come anche negli ultimi giorni, parlano di aumento dei casi. Il numero dei contagi ad oggi è di 277.965, il 25% del totale mondiale. Il tasso di mortalità è del 2,5%, estrapolandolo dai dati ufficiali. Nel frattempo Donald Trump ha dichiarato in merito alle restrizioni: “Lasceremo la decisione sull’ordine ai cittadini di stare a casa ai singoli governatori, stato per stato”. Rimandata quindi ai governatori dei vari Stati la decisione sulle restrizioni. Questo perché sempre secondo il presidente Trump: “In Italia e Spagna è diverso loro hanno un problema più grande”.

Cina

La situazione cinese non ha avuto altri sviluppi tanto importanti, se non quello dell’isolamento della contea di Jia come riferito anche ieri. Arriva però la notizia secondo cui ,alle ore 4 italiane, tutta la Cina si sarebbe fermata per 3 minuti in onore delle 3.000 e più vittime del coronavirus e dei 14 martiri che hanno combattuto in prima linea nella provincia di Hubei all’inizio della pandemia. Il numero dei contagi cinesi rimane pressoché stabile, se non immutato. Sono infatti 82.526 i contagi secondo i dati ufficiali forniti.

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