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Coronavirus, la parola d’ordine è non mollare

Tra fake news e tanti dubbi, parola agli esperti: si sta assistendo veramente al calo definitivo del virus?

Coronavirus, la parola d’ordine è non mollare. Lo pneumologo Luca Richeldi, membro del comitato tecnico-scientifico del ministero della Salute, ha riassunto l’ottimismo dei dati dell’emergenza Coronavirus nel nostro Paese. Nonostante le morti siano ancora molte, la tendenza degli ultimi giorni è incoraggiante e sia il governo che gli esperti spingono per andare avanti così.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha affermato che sarebbe un vero errore abbassare la guardia ora mentre il ministro Boccia ha confermato che le misure che scadranno il 3 aprile saranno inevitabilmente allungare. Richeldi ha sottolineato che sarebbe da matti non prorogare le misure di sicurezza: saremo chiusi in casa ancora per settimane.

I segnali che arrivano sono positivi ma questo non significa che è tutto finito ma che proprio ora non bisogna lasciarci andare, con una particolare attenzione del Sud, mai come ora a rischio. Il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, è sicuro che la soluzione del virus è tempo e gradualità: “Da quello che emerge i dati sono positivi, la necessità rimane quella di andare avanti così, perché c’è sì un miglioramento ma non un’inversione di tendenza”. Pregliasco ha poi proseguito: “Bisogna organizzarsi per gestire lo scenario peggiore, c’è necessità di attrezzarsi sin da ora per evitare che al sud non si abbia lo sviluppo verticale che il virus ha avuto al nord”.

Sala, Zaia e Fontana contro il ministro Boccia

È bastata una dichiarazione del Ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, per far scatenare il putiferio: “Nessuna Regione ce l’avrebbe fatta da sola, sarebbero crollate tutte”. Sia il governatore del Veneto, Luca Zaia, che quello della Lombardia, Attilio Fontana, hanno detto la loro sull’argomento, parlando di scivoloni e affermazioni avventate.

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