fbpx

Coronavirus, la fase 2 sembra un miraggio

Non si riapre nulla. Tutti i prossimi ponti, con estrema probabilità, saremo costretti a passarli in casa. La battaglia è ancora nulla e non si può vanificare quanto fatto sino ad ora

Coronavirus, la fase 2 sembra un miraggio.Riaprite le chiese“, ha detto Matteo Salvini, mentre l’altro Matteo, Renzi, in un’intervista a La Verità ha chiesto esplicitamente al Governo, di cui per altro fa parte, di iniziare “a pensare alla riapertura delle aziende“. Una cosa è certa: il paese, chiuso in questa asfissiante immobilità, non riuscirebbe ad affrontare la depressione economica. Ci si augura che il prima possibile possa arrivare la fase 2, quella delle riaperture, ma qualcuno sembra ancora frenare. Al momento la data limite è quella del 13 aprile ma tutto sembra possa essere rinviato almeno all’inizio del mese di maggio. C’è molta paura per le scampagnate del primo maggio e questo potrebbe essere un deterrente in più per temporeggiare ancora.

Il Giornale, nell’apertura odierna, fissava la data orientativa della (graduale) ripartenza al 4 maggio. Una data che, in ogni caso, non ci permetterebbe di tornare alla normalità ma che farebbe ripartire i sistemi produttivi principali. Insomma: per cinema, discoteche e ristoranti bisognerà aspettare ancora un po’. In ogni caso questa sarebbe la previsione più rosea fra le tante fatte in questi giorni. I contagi, le morti e i ricoverati, infatti, nonostante il sensibile calo continuano ad essere molti e si teme un rinvio fino alle al termine del mese di maggio.

L’indiscrezione lanciata da IlFattoQuotidiano, è da ricondurre alla ricerca fatta dall’astrofisico Fabrizio Nicastro che fisserebbe al 30 di aprile la vera discesa dei contagi. Tutto sembra delinearsi sulla falsa di riga di quello che è successo in Cina: dopo 3 mesi dall’annuncio dell’epidemia il paese potrà riaprire. Il tema però è un altro: l’Italia ce la farà?

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui