fbpx

Coronavirus, irregolarità nelle strutture per anziani, i risultati dai Nas

Sono tanti i quesiti su come sia stata controllata, o meno, l'epidemia nelle strutture per anziani, dove il numero dei decessi è alto

Coronavirus, irregolarità nelle strutture per anziani, i risultati dai Nas. A partire da febbraio, dall’inizio dell’emergenza, sono partiti i controlli dei Nas nelle strutture per anziani. Sono infatti 601 tutte le strutture controllate. Di queste, ben 104 non sono risultate a norma, secondo quanto riportato da Adnkronos. C’è stato un controllo mirato verso tutte le Rsa e le altre strutture. Sin da febbraio sono state rilevate delle violazioni sul rispetto della normativa di sicurezza sul posto di lavoro, sia per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale, come le mascherine ad esempio, sia per quanto riguarda la formazione del personale, per l’incolumità degli ospiti e del personale stesso.

Chiuse 15 attività ricettive

Il comando carabinieri per la Tutela della salute dichiara: “A causa delle gravi carenze strutturali ed organizzative, sono stati eseguiti provvedimenti di sospensione e di chiusura nei confronti di 15 attività ricettive, giudicate incompatibili con la permanenza degli alloggiati.” Tutto ciò ha quindi determinato “il trasferimento degli stessi in altri centri, nel rispetto delle procedure nazionali e regionali previste per la prevenzione di possibili contagi”.

Il problema lombardo ed emiliano

Il caso del Pio Albergo Trivulzio ha subito fatto notizia, soprattutto dopo il blitz della Guardia di Finanza nella giornata di ieri. In Lombardia sono molte le Rsa coinvolte nella vicenda, ma tantissime sono anche quelle in Emilia Romagna. Secondo quanto riporta Il Giornale, l’Istituto Superiore di Sanità ha avviato un report statistico sul contagio da coronavirus nelle strutture per anziani e i dati parlando di 352 decessi tra febbraio e marzo, cioè il 6% degli ospiti.

Il coronavirus ha avuto un ruolo fondamentale in questa strage, visto che 24 di loro erano “ufficialmente” affetti da coronavirus mentre per altri 152 di loro la diagnosi era semplicemente di sintomi simili all’influenza. Le statistiche parlano di un 50% di anziani che sono morti nelle strutture socio-assistenziali emiliane e che mostravano stati febbrili o tosse. È la medesima percentuale che viene registrata nella Lombardia, anche se dei casi emiliani se ne parla poco. Quasi che la Lombardia sia diventato il punto di sfogo e di attacco per molti.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui