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Coronavirus, in Piemonte casi di contagio a ritmi elevati

Si parla da giorni della Lombardia, fulcro dell'epidemia, per il numero dei casi di contagio. C'è un'altra regione che sta però registrando casi di contagi molto veloci: il Piemonte

Coronavirus, in Piemonte casi di contagio a ritmi elevati. Il focus della stampa e dei giornali è spostato da ormai più di un mese sul coronavirus in Lombardia, dove si pensa sia partita l’epidemia che si è sparsa poi per la nazione intera. È sicuramente la regione con il maggior numero di contagi totali, inoltre nelle ultime ore il dato che preoccupa è quello del capoluogo lombardo, Milano, dove i contagi non calano come nel resto della regione, anzi crescono.

In tutto ciò c’è una regione che inizia a dopo la Lombardia: il Piemonte. Nella regione confinante con la Lombardia infatti il numero dei contagi sale del 4% al giorno circa, secondo quanto riportato da Il Giornale, il doppio della Lombardia stessa. La provincia di Torino, con 8181 contagiati, è la quarta per numero di contagi dopo Milano, Bergamo e Brescia. Inoltre, nell’ultimo giorno, il dato preoccupante e anomalo è la crescita del 9,9% nella provincia di Cuneo. Nel frattempo il Piemonte ha scelto di posticipare la riapertura delle librerie, stessa misura intrapresa dal governo lombardo. Così si cerca di controllare il contagio.

Oms: Dieci volte più letale della pandemia d’influenza del 2009

Nel frattempo arrivano dichiarazioni da parte del direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, secondo cui: “Le prove fornite da alcuni Paesi ci stanno dando un quadro più chiaro di questo virus, di come si comporta, di come fermarlo e come trattarlo. Sappiamo che Covid-19 si diffonde velocemente e sappiamo che è letale, dieci volte più letale del virus responsabile della pandemia di influenza del 2009”. La cosa fondamentale dall’inizio della pandemia è quanto si riesce a conoscere del virus. In questo caso ancora si sa poco, e si sapeva poco soprattutto all’inizio dei contagi. Per questo motivo il tasso di mortalità era considerato molto inferiore. Soprattutto considerando che i primi dati arrivavano dalla Cina, nazione ormai nota per aver manipolato le prime informazioni riguardanti il Covid-19.

Sulle misure di restrizioni infine il direttore generale dell’Oms spiega che “dovrebbero essere basate anzitutto sulla protezione della salute umana e guidate da quello che conosciamo sul coronavirus e su come si comporta”. Nulla di chiaro per un virus che si sta ancora studiando e sul quale probabilmente c’è ancora molto da scoprire.

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