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Coronavirus, in Cina si mente sui morti? Disattivate 21 milioni di utenze telefoniche…

La Cina mente sui numeri di contagiati e morti all'interno dei confini della Nazione. Secondo le analisi di scienziati americani e i dati pubblicati dal Ministero dell'Industria cinese sarebbero invece quasi 21 milioni le vittime del Covid-19. L'indagine prende in esame il numero di utenze telefoniche sparite negli scorsi tre mesi

Potrebbero essere davvero molto di più le vittime cinesi del Covid-19 che dallo scorso gennaio sta sconvolgendo le sorti di ogni Nazione. Un numero che, come dichiara The Epoch Times potrebbe sfiorare le 21 milioni di unità. Per fare un veloce raffronto: più di tre volte il numero di morti, tra militari e civili, della seconda guerra mondiale. Una cifra paragonabile esclusivamente all’epidemia di Peste Nera che per decenni imperversò in Europa e in Asia nel 1300. Eppure quelli della testata newyorkese sono pronti a mettere la mano sul fuoco su una conta che avrebbe sicuro riverbero per i prossimi secoli.

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La ricerca che ha portato al sorprendente risultato è basato su un dato semplice e, a parer loro, totalmente oggettivo, ossia il numero delle utenze telefoniche che negli scorsi due mesi sono state annullate o del tutto spente in tutto il territorio cinese.  Una indagine che, se analizzata, potrebbe non essere poi così fantasiosa. Qualcosa aveva già iniziato a insospettire gli scienziati di tutto il mondo quando il Governo di Pechino, solo qualche ora fa, aveva annunciato la fine dei contagi su tutto il Paese. Dunque al termine della pandemia più violenta degli ultimi 100 anni il computo totale si sarebbe attestato a 68 mila contagiati e solamente tremila deceduti.

Un intervento che avrebbe del miracoloso se paragonato anche solo ai numeri italiani che a sei settimane dal “caso 1” parlano di quasi 65 mila infetti e almeno il doppio dei morti rispetto alla Cina. Oppure dei quasi duemila morti in Spagna dopo appena quattro settimane dal primo caso del giornalista spagnolo Kike Mateu contagiatosi a Milano durante Atalanta-Valencia. Incredibile pensare che tale mirabolante risultato fosse il solo frutto di una capillare e rigorosa osservanza delle restrizioni sociali (quarantena e autoisolamento domiciliare) ad opera degli uomini del Presidente  Xi Jinping.  Grande perplessità è arrivata anche dalla Casa Bianca che, attraverso le parole di Trump, ha bollato la questione come mera manipolazione di cifre non veritiere.

Coronavirus: In Cina si vive col cellulare in mano. Dove sono spariti 21 milioni di utenze?

Da qui il bisogno di vederci chiaro utilizzando i mezzi che la tecnologia telefonica ci mette a disposizione da pochi anni a questa parte. Si è dunque scoperto che nel solo periodo che va dalla fine del 2019 fino ad oggi, ben 21 milioni di utenze telefoniche cinesi sembrano essere sparite nel nulla. Come se d’un tratto fossero irrintracciabili tutti i cittadini italiani al di sotto del Tevere: un’ecatombe. La ricerca sembra essere più che fondata proprio perché, come sostiene il giornalista e opinionista TV  Tang Jingyuan: “Il regime cinese richiede a tutti i cinesi di utilizzare il proprio cellulare per generare un codice sanitario. Solo con un codice sanitario verde è permesso ai cinesi di spostarsi in Cina ora. È impossibile per una persona cancellare il suo cellulare”.

Insomma, senza il proprio cellulare non sarebbe possibile nemmeno comprare un biglietto dell’autobus, operare con la propria banca, fare shopping o anche il semplice ritiro della pensione. Il cellulare diventa quindi strumento attraverso il quale i cittadini cinesi riescono a attendere alle normali attività quotidiane e il governo monitorarne i flussi.

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Stride, quindi, e non poco il dato che, forse un po’ inconsapevolmente il Ministero dell’Industria ha rilasciato lo scorso 19 marzo. In quel documento infatti si evince che rispetto ai tre mesi presi in esame il numero di cellulari attivi è passato da 1,6 a 1,58 miliardi: un disavanzo, appunto, di 21 milioni di utenze. Quasi un milione in meno invece sembrano le utenze fisse, in assoluta controtendenza rispetto alle proiezioni di solo un anno prima in cui si riscontrava un aumento di quasi il 12%.

Tutto da imputare ad un drastico e improvviso calo demografico o flussi migratori inarrestabili verso altre Nazioni? Francamente sembra davvero tutto fin troppo inverosimile. Non è la prima volta che il Governo cinese falsifichi in maniera così esplicita i numeri dei suoi report. Di sicuro, alla fine di tutto bisognerà evidentemente fare luce su un mistero che potrebbe, a questo punto, serbare “coup de theatre” ancora più orribili.

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