fbpx

Coronavirus, in Cina i fatti raccontano altri numeri. Wuhan è davvero un modello?

Urne funerarie in grandi quantità nella città di Wuhan, per quale motivo? Giornalisti allontanati e non fatti entrare nel territorio cinese, ancora, perché?

Coronavirus, in Cina i fatti raccontano altri numeri. Wuhan è davvero un modello? I regimi dittatoriali, per loro natura, sono sempre stati contro l’ informazione incontrollata e contro la diffusione di notizie. Non solo, la manipolazione dei dati e delle stesse informazioni è parte fondante del regime comunista, tipico in Cina per esempio o come potremmo ricordare con l’URSS (nel caso della centrale nucleare di Chernobyl per esempio).

I numeri ufficiali sui decessi e i contagiati totali non tornano. Pensare ad una manipolazione degli stessi, per rendere un’idea migliore dello stato attuale cinese, potrebbe essere stata una mossa effettuata dal regime. Viene ripresa da ieri, da varie testate internazionali, la notizia secondo cui nella città di Wuhan ci siano lunghe code fuori dagli obitori, per la consegna delle urne funerarie ai parenti delle vittime morte per coronavirus.

Cinquecento urne al giorno

Secondo delle fonti locali citate dal quotidiano online Caixin Global, i forni crematori nell’area di Wuhan sarebbero stati accesi per 19 ore al giorno, ogni giorno, per smaltire tutti i corpi dei deceduti che arrivavano. Un camionista ha dichiarato di aver fatto due consegne da 2.500 urne ciascuno all’obitorio di Hankou, uno dei principali quartieri che compongono Wuhan. Nella sola Wuhan il numero di urne e di corpi smaltiti ogni giorno, secondo quanto riporta Asianews, ammonta a circa 500. Le urne verranno distribuite ai parenti al ritmo di 500 al giorno fino al 4 aprile, probabilmente in tutti e 7 i forni crematori della città. Con un rapido calcolo si arriva presto al numero di 45 mila morti. Ovviamente tra questi potrebbero esserci anche persone morte non per causa dell’epidemia, ma di certo arriveremmo a un numero neanche lontanamente vicino ai 3298 decessi ufficiali.

I dati non forniti e il divieto di ingresso

Alcuni giornalisti di Bloomberg riferiscono di aver chiesto la verifica del numero di urne in attesa del ritiro, dagli obitori la risposta è stata negativa: non dispongono dei dati o non sono addirittura autorizzati a divulgare il numero esatto. La situazione arriva ad avere un contorno inquietante. Le compagnie aeree in Cina, avranno la possibilità di mantenere un’unica rotta settimanale, mentre il Ministro degli esteri cinese ha vietato temporaneamente l’ingresso a stranieri anche se in possesso di permesso o visto valido.

L’epidemia è realmente controllata?

L’epidemia viene definita come controllata dal regime comunista cinese. La percezione che questi dati forniscono è che dal regime sia arrivato l’ordine di un nuovo insabbiamento. In seguito al primo insabbiamento avvenuto al momento della diffusione dell’epidemia, molto probabilmente anche i dati ufficiali su contagi e morti non sono resi noti. Ciò che risulta essere controllata e manipolata, più che l’epidemia, è l’informazione. E ogni stato al mondo, ogni governo che si rispetti, dovrebbe sempre battersi per la libertà di informazione e di divulgazione affinché cose del genere non debbano più accadere.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui