fbpx

Coronavirus, il modello svedese fallisce, stato di calamità negli USA

Il premier svedese costretto ad un mea culpa, gli Stati Uniti superano il numero di decessi italiano. Il tasso di mortalità rimane comunque inferiore

Coronavirus, il modello svedese fallisce, stato di calamità negli USA. È arrivata ieri la triste notizia in America per cui gli Stati Uniti siano diventati il primo paese per numero di morti al mondo. La situazione dei decessi non è felice in tutto il mondo però, non solo negli Stati Uniti. Una nuova vittima giovanissima è da registrare nel Regno Unito, dove i morti continuano far paura di giorno in giorno, trattasi di un undicenne secondo quanto riportato da Ansa.

Europa

Torna a far discutere la situazione in Svezia. Dopo che in un primo momento si era deciso per il no alle restrizioni, il primo ministro svedese ha dovuto fare retromarcia, anche se sembra che la decisione possa essere arrivata in ritardo. “Non abbiamo fatto abbastanza”, queste le parole del primo ministro svedese Stefan Lofven che si carica delle responsabilità. Secondo quanto riportato dal quotidiano Aftonbladet, sarebbe arrivata la richiesta ai medici di fare delle scelte su chi curare, basandosi su età e patologie pregresse dei pazienti.

Nel Regno Unito la situazione non è cambiata. Nelle ultime 24 ore il numero dei decessi registrati è stato di 917, portando così il tasso di mortalità ad un numero sempre più alto. Si tratta circa del 12,4%. Tra le vittime c’è da registrare il triste decesso di un undicenne secondo i dati forniti dal NHS. I contagi totali sono diventati 79.885. In Spagna è in calo il numero giornaliero dei decessi, anche se non ancora felice. Sono 510 i decessi delle ultime 24 ore. Il governo spagnolo nel frattempo proroga di due settimane, ovvero fino al 25 aprile, il controllo alle frontiere con la Francia e il Portogallo. Il numero totale dei decessi sale a 16.606 con 163.027 contagi totali. La Francia registra invece, nelle ultime 24 ore, 643 nuovi decessi. In calo il trend dei ricoveri in terapia intensiva. Il numero totale dei contagi invece è di 130.730 con un tasso di mortalità pari al 10,6% circa.

Stati Uniti

La situazione degli Stati Uniti, come riportato anche ieri in serata, è sempre più difficile e triste. Sono altri 1.920 i morti nell’ultima giornata, che portano così gli USA ad essere il primo paese al mondo per numero di decessi. I numeri totali sono inquietanti, soprattutto a New York, zona più colpita, dove sono morte 783 persone nelle ultime 24 ore. Il dato però a cui guardare, come nota anche il New York Times, è il tasso di mortalità. Negli Stati Uniti infatti, secondo i dati ufficiali forniti dalla Johns Hopkins University, si parla di un tasso di mortalità pari al 3,8%, contro il 12,7% italiano. Il numero dei contagi totali è salito a 530.006.

Intanto il presidente Donald Trump arriva ad una decisione tanto forte quanto forse prevedibile. Trump ha infatti dichiarato, nello stato del Wyoming, lo stato di calamità. Questa decisione rende automatico la stessa situazione anche per tutti i 50 stati facenti parte gli USA. Trump che non si lascia andare allo sconforto però: “WE WILL BUILD IT AGAIN”, scrive sul suo profilo twitter.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui