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Coronavirus, gli infettivologi: “Muta ma ora è meno pericoloso”

Coronavirus, il Direttore Scientifico delle Malattie Infettive dell'Università Tor Vergata di Roma Massimo Andreoni: "Ha un genoma mutevole. In estate potrebbe perdere di forza, ma potrebbe tornare aggressivo il prossimo inverno"

Coronavirus, gli infettivologi: “Muta ma ora è meno pericoloso”. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico delle Malattie Infettive dell’Università Tor Vergata di Roma, ha parlato del Coronavirus. Lo ha fatto in una videoconferenza a cui hanno partecipato Giuliano Rizzardini dell’Ospedale Sacco di Milano, l’epidemiologo pisano Pierluigi Lopalco, il clinico Francesco Menichetti, il Presidente Italiano della Terapia Antinfettiva Matteo Bassetti e, da Padova, Andrea Crisanti e Luciano Flor. Come riferito da Quotidiano.net, Andreoni avrebbe dichiarato che il Coronavirus va incontro a mutazioni frequenti. Le misure di distanziamento e di igiene studiate dal Governo, poi, hanno fatto la differenza.

E’ stato infatti rallentato il ritmo dei contagi e ridotta la circolazione del virus, con la combinazione di trattamenti tempestivi. Secondo Andreoni l’Italia starebbe vincendo la battaglia contro il Covid-19, il cui genoma muterebbe provocando cambiamenti nella trasmissibilità, virulenza e severità d’infezione in Europa. Secondo Andreoni sarebbero i cittadini a sbarrare la strada al virus e, con l’arrivo dell’estate, questo potrebbe leggermente regredire. Per il Direttore dell’Università Tor Vergata, però, il Covid-19 potrebbe tornare a farsi aggressivo il prossimo inverno.

Coronavirus, possibile allentamento in estate con ritorno aggressivo il prossimo inverno

Il Presidente della Società Italiana di Medicina Generale, Cricelli, durante la conferenza avrebbe rivendicato un ruolo chiave del medico di famiglia nella fase 3 raccomandando le vaccinazioni. Valentina Solfrini, dell’area farmaci dell’Emilia Romagna, invece, si sarebbe detta d’accordo con infettivologi ed epidemiologi sulla mancanza di certezze dell’efficacia dei trattamenti. Questo dovrebbe veder prevalere un atteggiamento di prudenza verso le scelte compiute o da compiere. Per la Solfrini sarebbe molto importante la promozione e la partecipazione agli studi clinici. Le schede autorizzate da Aifa sarebbero inoltre utilizzabili tramite l’autorizzazione del Ministero della Salute. Scienza e coscienza potrebbero dunque agire in maniera congiunta, tutelando chi prescrive farmaci ed i pazienti nonostante manchino le informazioni sulle evidenze.

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