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Coronavirus, Gallera: “Alzano e Nembro zona rossa? L’abbiamo chiesto più volte”

L'assessore lombardo Gallera torna a parlare della mancata tempestività degli interventi da parte del governo in merito alla zona rossa per Alzano e Nembro

Coronavirus, Gallera: “Alzano e Nembro zona rossa? L’abbiamo chiesto più volte”. Si fa sempre più oscura la questione, e piano piano i colpevoli iniziano a delinearsi. Potrebbe sembrare un gioco di ruoli e di accuse al momento, ma se si fa un po’ di attenzione le colpe sono ben attribuibili. Questo anche secondo le parole dell’assessore al Welfare della regione Lombardia, Giulio Gallera. Torna a parlare della zona rossa dei comuni in provincia di Bergamo, Nembro ed Alzano: “Era lo Stato che doveva farla come ha fatto a Codogno”. Ciò non è stato fatto, ma in molti si chiedono di chi sia la colpa effettivamente.

I poteri in questione li ha lo stato

Come riportato da Adnkronos, secondo l’assessore Gallera i poteri in questione, per istituire una vera zona rossa, li ha soltanto lo stato. Serviva infatti “un decreto del presidente del Consiglio dei ministri”. La zona rossa “l’abbiamo chiesta più volte. Abbiamo salutato con successo il fatto che l’Istituto superiore della Sanità avesse fatto un verbale.” Questo infatti il primo passo che faceva ben sperare: “Ci attendevamo da lì a pochi minuti l’avvio della zona rossa. E la zona rossa per essere efficace deve essere blindata con le forze militari che a Codogno ad esempio hanno chiuso tutti gli accessi e hanno chiuso le attività produttive.” Ma così non è stato fatto e la regione poco poteva farci: “Questi due elementi non rientrano nelle facoltà delle Regioni. Noi possiamo chiudere le attività commerciali”.

Contatti anche con le prefetture del territorio

A conferma di tutto ciò anche la risposta delle prefetture come spiegato dallo stesso Gallera: “Non rientra nelle nostre competenze disporre delle forze dell’ordine e delle forze armate. Noi ci siamo confrontati anche con i prefetti che ci hanno detto: non potete essere voi a dirci cosa dobbiamo fare. Se siamo in uno Stato ognuno ha le sue competenze. Questa non rientra nelle competenze istituzionali e costituzionali delle regioni”.

Ora che la situazione sembra iniziare ad essere stabile, le prime colpe si iniziano a delineare. Forse qualcosa in più poteva essere fatto e andava eseguito. Purtroppo si è preferito attendere, per estendere la zona rossa a tutta Italia, senza pensare a fermare il contagio dove la situazione era ed è diventata sempre più drammatica col corso del tempo.

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