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Coronavirus, Cura Italia: pagamenti e potenziamento

Sono in arrivo i primi pagamenti. Dopo un mese di attesa, il Cura Italia potrebbe dare gli effetti sperati: sussidi per gli autonomi, cassa integrazione e sullo sfondo il reddito d'emergenza

Coronavirus, Cura Italia: pagamenti e potenziamento. Finalmente si dovrebbero iniziare a vedere accrediti sui conti dei cittadini. Le prime categorie, quelle incluse nel decreto Cura Italia, saranno pagate. L’Inps sta cercando di velocizzare il più possibile le operazioni per far trovare i soldi in una data compresa fra il 15 e il 17 aprile, mentre il Governo fa sapere che sta valutando un potenziamento dello stesso decreto. I sussidi per gli autonomi, i 600 euro tanto discussi, potrebbero essere maggiorati e arrivare ad 800 euro ma, soprattutto, sarebbe al vaglio l’idea di un reddito d’emergenza.

L’impegno del Governo

Stiamo lavorando per far si che nessun lavoratore rimanga indietro – ha detto il Ministro del Lavoro – e per far si che il prossimo decreto sia più consistente del precedente”. Queste le parole scritte su un post Facebook da Nunzia Catalfo, con le quali ha voluto rendere noto l’impegno del Governo. Le proposte del Governo piacciono. L’aumento del sussidio per gli autonomi è condiviso da tutta la maggioranza, così come l’istituzione di un reddito d’emergenza per le fasce più deboli.

Specie quest’ultimo, oltre a mettere d’accordo l’intero Governo, avrebbe l’appoggio del Papa e di Beppe Grillo che qualche tempo fa aveva riproposto un suo vecchio cavallo di battaglia, il reddito universale. Due pareri importanti che non possono influire sulle scelte e sui provvedimenti governativi, ma che avrebbero già espresso il loro gradimento.

Oltre a reddito d’emergenza e sussidio per gli autonomi, il Governo deve risolvere la questione “Cassa Integrazione“. Le domande arrivate all’Inps, per quanto riguarda la cassa integrazione ordinaria, sarebbero moltissime e riguarderebbero circa 4,5 milioni di lavoratori. In molti casi sono state le stesse aziende ad anticipare una parte della somma che verrà saldata, entro fine mese, dall’Inps. Un processo lungo circa un mese che però, secondo il Governo, sarebbe più breve rispetto a quello ordinario, che durerebbe circa 3 mesi.

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