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Coronavirus, Claudio Amendola: “Scaricherò l’app Immuni”

Coronavirus, l'attore romano Claudio Amendola: "Scaricherò Immuni, il 4 maggio sarà un'uscita incontrollata e pericolosa". Intanto, un gruppo di giuriste attacca l'App Immuni: "E' contro la privacy dei cittadini"

Coronavirus, Claudio Amendola: “Scaricherò l’app Immuni”. L’attore romano Claudio Amendola ha voluto parlare dell’emergenza Coronavirus e della nuova App Immuni, lanciata il primo maggio. L’attore lo ha fatto parlando alla trasmissione Circo Massimo, in onda questa mattina su Radio Capital. Amendola ha dichiarato che scaricherà l’App Immuni, in quanto a suo avviso potrebbe aiutare nel combattere il Coronavirus. L’attore avrebbe inoltre dichiarato di ritenere le polemiche riguardanti l’App nauseanti.

A me dei miei dati personali non interessa assolutamente nulla. Cosa dovrebbero andare a vedere nei miei dati personali che lo devo proteggere?“. Amendola, poi, avrebbe raccontato di essere stufo di chi continua a dire che andrà tutto bene. Sulla fase 2, invece, l’attore romano avrebbe riferito di non credere che l’Italia sarà pronta per il 4 maggio. Amendola, inoltre, crede che appena sarà dato il via libera per tornare alla normalità le persone usciranno dalle case in maniera incontrollata.

Coronavirus, App Immuni, un gruppo di giuriste contro: “Danneggia la privacy”

Nel frattempo, però, nuove polemiche in vista per l’App individuata dal Governo italiano, Immuni, per il ritorno alla normalità dall’emergenza Coronavirus. Un gruppo di giuriste, infatti, la Soroptimist International, si scaglia contro l’applicazione ed il suo possibile utilizzo. Come riportato da IlMessaggero, infatti, le giuriste riterrebbero Immuni dannoso. Questa, infatti, violerebbe i principi fondamentali di derivazione comunitaria a cui l’Italia dovrebbe per forza attenersi, nel momento in cui, senza base di legge, verrebbe imposto ai cittadini di dati coperti da privacy e, dunque, strettamente personali e riservati.

Per le avvocatesse di Soroptimist International la gestione emergenziale imposta dalla pandemia dovuta al Coronavirus non potrebbe comunque prescindere dal necessario rispetto dell’equilibrio tra i poteri dello Stato. Secondo le giuriste sarebbe stato invece necessario procedere utilizzando strumenti normativi giusti e rispettosi della gerarchia delle fonti, unici atti che garantirebbero il corretto utilizzo degli interessi in gioco.

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