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Coronavirus, burocrazia: blocca il paese e svuota le pance

I sussidi ci sono ma sono come miraggi nel deserto: si vedono ma non si raggiungono. Il nostro paese alle prese con l'ennesimo scandalo. Le vittime? I cittadini che sono arrivati tardi

Coronavirus, burocrazia: blocca il paese e svuota le pance. Non si riesce ad uscirne. Quello della pesante, pesantissima, quasi irritante burocrazie per il nostro paese è un vizio dal qual nessuno riesce a liberarsi. Un po’ come la fiaschetta per gli alcolisti, ogni decreto firmato ed annunciato è un unico grande filo conduttore: la burocrazia. L’Italia è ferma, non certo per il volere di tutti, ma per cause di forza maggiore. L’emergenza sanitaria sta bloccando e bloccherà per molto tempo il sistema produttivo del paese che adesso ha paura del futuro. Si ha paura non solo del quando i negozi riapriranno ma anche di come mettere insieme il pranzo con la cena.

I buoni spesa annunciati non sono ancora arrivati, anzi, la situazione è ben più grave: i denari stanziati non sono abbastanza. I 400 milioni non bastano e pochi, nell’ennesima lotta fra poveri, potranno usufruirne. In un paese democratico che predica l’uguaglianza e la parità di trattamento questo non è ammissibile. C’è e ci sarà chi pur avendone diritto non potrà mangiare e non potrà darne ai proprio figli.

Ci sono imprenditori che sono stati costretti a chiudere e che rischiano di non riaprire ma che devono elemosinare 600 euro. Le domane che sono arrivate ai Comuni, per quel che riguarda i buoni spesa, in molti casi  sono tre volte superiori ai fondi disponibili. Questo è il caso di Torino, Bologna, Bergamo, Brescia dove molti cittadini hanno domandato il sussidio e se lo sono visti negare perché sono arrivati tardi.

A Roma, invece, i soldi non sono ancora arrivati perché Governo e Regione, nel più classico degli scarica barile, non si sarebbero ancora messe d’accordo. La gente, il popolo è in fila con il cappello girato ad elemosinare qualcosa mentre vede chi gli chiede l’ennesimo sforzo dall’alto dei suoi attici o dalle stanze segrete della politica.

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