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Coronavirus, Borrelli: i contagiati potrebbero essere 600 mila

Borrelli negativo al tampone
Borrelli negativo al tampone

Coronavirus, Borrelli: “i contagiati potrebbero essere 600 mila Borrelli”. Da quasi due mesi la Protezione Civile Italiana combatte contro il Coronavirus rischiando l’infezione. Infatti, “Dodici dei miei sono stati contagiati. Io, vivaddio, sono negativo.“, dichiara Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile. Se davvero i numeri sono questi allora ha senso il bollettino quotidiano delle 18? Borrelli ha le idee chiare in merito: “Dal primo giorno ho assicurato che avrei detto la verità, è un impegno che ho preso con il Paese. Se ora ci fermassimo ci accuserebbero di nascondere le cose.

Quali sono i veri numeri in Italia?

Ad oggi, i numeri dei contagiati in Italia indicano una cifra di 63 mila positivi totali, ma siamo sicuri che sono effettivi? Proprio Borrelli accende la miccia del dubbio agli italiani: “Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile. Verosimilmente in Italia ad oggi ci sono circa 600 mila contagiati dal Coronavirus.” Queste le parole del Capo della Protezione Civile rilasciate in un’intervista a La Repubblica. In base alla crescita di queste settimane, le previsioni pongono l’Italia sopra la Cina per numero di contagiati a fine mese. In riferimento alle misure adottate, Borrelli afferma: “Nelle prossime ore dovremmo vedere altri effetti, capiremo se davvero la curva della crescita si sta appiattendo.

“Mi sembra che abbiamo compreso subito che questa epidemia era una cosa seria”

Errori di valutazione? Il governo doveva muoversi prima? Il commissario straordinario sembra non essere dubbioso al riguardo: “Il 31 gennaio questo governo ha dichiarato lo stato di emergenza e bloccato i voli da e per la Cina, mi sembra che abbiamo compreso subito che questa epidemia era una cosa seria.” Un potenziale detonatore potrebbe essere stato la partita Atalanta – Valencia ma lo possiamo dire ora, con il senno di poi” – afferma Borrelli.

Quasi come il comportamento pubblico che ha alimentato il problema nazionale, a detta sua, come nel caso “della comitiva del Lodigiano che il 23 febbraio è andata a Ischia portando il contagio sull’Isola“. Un esempio su tanti che rincara la dose sulla necessità di collaborazione da parte di tutti. E gli altri problemi? Angelo Borrelli non nasconde la difficoltà di supportare tutte le richieste del Paese che annaspa alla ricerca di mascherine e attrezzature sanitarie. “Dovremmo poter comprare i ventilatori da terapia intensiva nei supermercati, le mascherine ad ogni angolo e invece stiamo faticando“, aggiunge Borrelli.

Chi dice la verità?

L’intervista di Angelo Borrelli ha alzato un polverone non indifferente nel caos già presente per la situazione di emergenza. Diverse sono le problematiche legate all’avanzata del Coronavirus in Italia: mascherine e strumenti sanitari mancanti, infrastrutture stracolme, economia al collasso. Non tutti hanno digerito le dichiarazioni di Borrelli, a cominciare da Stefano Vaccari del PD che ha accusato il capo della Protezione Civile con un tweet.
In emergenza chi è a capo della catena di comando deve fare e parlare il meno possibile.

E le polemiche non riguardano solo il numero potenziale di contagiati dichiarato da Borrelli ma anche la confusione inerente le mascherine. Il capo della Protezione Civile ha sottolineato come il Paese sia in difficoltà e la necessità impellente delle protezioni per il personale sanitario che lavora sul campo, di cui i contagiati sono quasi 5.000. Ha anche affermato che dall’estero non sono previsti nuovi carichi di mascherine, ma in realtà il Ministro degli Esteri Di Maio ha rincuorato gli italiani, ieri sul Fatto Quotidiano, dichiarando che l’emergenza mascherine è stata risolta. A chi bisogna credere quindi? Chi dice la verità? La reale situazione in Italia è più grave di quello che pensiamo o il governo sta facendo tutto quello che deve?

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