fbpx

Coronavirus, avanti con la plasma-terapia

Primi risultati positivi dalla plasma-terapia a Pavia, ma in cosa consiste e perché i rischi sono quasi nulli?

Coronavirus, avanti con la plasma-terapia. Proseguono le ricerche per il farmaco anti COVID-19. Moltissimi medici, studiosi, virologi, biologi e chi più ne ha più ne metta raccolgono e studiano informazioni per individuare una soluzione. Posto che per il vaccino i tempi sono lunghi e non potremo resistere in queste condizioni così tanto, serve una soluzione alternativa e momentanea. Dopo il lavoro di ricerca sull’elettroporazione di Castel Romano, a Pavia stanno provando la plasma-terapia. Cura adottata anche in Cina, dove aveva portato buoni risultati durante il picco.

L’importanza del plasma

Cosa si intende con il termine plasma? Si tratta di una componente del sangue composto al 92% di acqua e al restante 8% di proteine e sali minerali. La terapia consiste nell’iniezione del plasma nei pazienti. Si procede alla separazione del plasma dal sangue mediante un separatore cellulare. Terapia che potrebbe essere applicata ai contagiati di Coronavirus, come ha fatto la Cina con 5 pazienti che hanno reagito bene. Se il paziente guarisce svilupperà anticorpi che si immagazzineranno nel plasma. Per cui è possibile donare il sangue per trasferire questi anticorpi, detti neutralizzanti. Prima però il campione di plasma del donatore viene esaminato per verificare che li contenga e la loro quantità. E cosa fondamentale, deve effettuare due volte il test al COVID-19 in 24 ore e risultare negativo entrambe le volte. In italia, i primi due volontari sono stati due medici del nord che sono guariti mediante questa terapia.

Ci sono rischi?

Questa tipologia di terapia non prevede particolari effetti collaterali in quanto può essere eseguita con altre cure in corso senza comprometterle. Il rischio unico è la stretta correlazione alla trasfusione di sangue, così come avviene anche in altri casi. Le percentuali sono comunque davvero minime e con la massima accortezza il rischio non dovrebbe presentarsi. Importante, però, è che la plasma terapia venga effettuata ad uno stadio preciso dell’infezione, quando il paziente è privo di tubi ma ha già i primi problemi respiratori. Li conviene agire rapidamente. A Pavia stanno già procedendo con la plasma-terapia dopo i primi risultati positivi, e sembrerebbe che in altre regioni d’Italia ci sia l’intenzione di provare questa cura.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui