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Coronavirus, a che punto siamo con il vaccino?

Gli scienziati di tutto il mondo lavorano per trovare il vaccino al coronavirus. Approcci diversi, ma obiettivo comune per sconfiggere il mostro invisibile: dall'Italia, agli Stati Uniti, ad Israele fino alla Cina, tutti preparano la prova sull'uomo in primavera

In tutto il mondo si lavora per trovare un vaccino al coronavirus ed ecco dunque che da diversi punti del globo arrivino notizie rassicuranti sul fatto che, in molti casi, in primavera si inizierà il test sull’uomo. In Italia, nello specifico, l’azienda Reithera, con sede in provincia di Roma, sarebbe pronta ad iniziare le prime sperimentazioni sull’uomo nel mese di maggio. Come riportato dal portale laleggeèugualepertutti.it, la strategia del gruppo di ricerca dell’azienda farmaceutica italiana sarebbe quella di combattere il coronavirus con un altro virus non nocivo per l’uomo. “Questo virus innocuo per l’uomo è come se fosse una navicella per trasportare il gene della proteina spike che si trova sulla superficie del coronavirus – spiega Antonella Folgori, ad e cofondatrice della Reithera – In questo modo, si riesce a indurre una risposta immunitaria specifica mediata dagli anticorpi contro il COVID-19″.

Vaccino, la strategia del gruppo di ricerca italiano

É stata la stessa Folgori ad illustrare il percorso strategico che l’azienda farmaceutica intende percorrere: “Abbiamo completato la fase pre-clinica del vaccino e siamo pronti per testarlo sugli animali. Se riuscissimo ad andare spediti a maggio avremo 10mila dosi da poter testare sull’uomo, magari anche in categorie più esposte come il personale sanitario, se l’emergenza lo dovesse richiedere”. Per i test sull’uomo ci sarà bisogno di una collaborazione con l’Istituto Spallanzani di Roma: “Noi daremo loro il siero degli animali vaccinati in cui si suppone che ci siano gli anticorpi indotti dal vaccino e questo viene testato in vitro sul coronavirus vero e proprio, isolato dallo Spallanzani, per vedere se è efficace”. Qualora i test dovessero risultare positivi per la lotta al coronavirus si potrebbe avviare la normale procedura che conduce un nuovo farmaco ad entrare in commercio, con i relativi tempi tecnici.

Vaccino, le soluzioni in giro per il mondo

Non solo l’Italia è impegnata nella ricerca al vaccino del coronavirus. Negli Stati Uniti il direttore dell‘Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (Niaid), Anthony Fauci, ha fatto sapere nei giorni scorsi che il vaccino prodotto dalla biotech Moderna potrebbe essere testato sugli uomini già in primavera. In Israele, l’Istituo Migal starebbe provando ad adattare all’uomo un siero solitamente usato per combattere un ceppo di coronavirus del pollame che ha però molto similarità con quello che sta attaccando l’uomo. Si procede anche in Cina per la ricerca del vaccino, nello specifico a Wuhan, epicentro mondiale di diffusione del coronavirus, dove diversi gruppi di scienziati lavorerebbero da mesi alla cura. Il viceministro della Scienza cinese, Xu Nanping, ha riferito che il primo di questi candidati vaccini dovrebbe essere pronto per gli studi clinici alla fine di aprile.

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