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Coronavirus, 700 mila domande bocciate per il bonus da 600 euro

Coronavirus, bocciate 700 mila domande per il bonus da 600 euro. Nel decreto aprile il bonus salirà ad 800 euro, ma sarà destinato a meno cittadini

Coronavirus, 700 mila bocciate per il bonus da 600 euro. E’ stato uno dei cavalli di battaglia del Decreto di marzo varato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed il Governo da lui guidato nella lotta al Coronavirus. Eppure, quando si è ormai giunti quasi alla fine di aprile, non tutti avrebbero ancora ricevuto il bonus da 600 euro sui propri conti correnti. Inoltre, secondo quanto riferito da Il Mattino, non tutte le domande avrebbero avuto esito positivo.

Su un totale di 4,4 milioni di istanze, infatti, circa 300 mila sarebbero risultate errate. Altre 400 mila, invece, sarebbero state respinte per la mancanza di requisiti, per un totale di 700 mila domande bloccate. Oltre a quelle, un altro milione di domande circa sarebbero state fermate per essere assoggettate a controlli più rigidi da parte dell’Inps. Di queste, l’ente, avrebbe affermato che probabilmente soltanto una domanda su tre sarà evasa. Entro la fine del mese di aprile, comunque, le previsioni parlerebbero di almeno 3,7 milioni di domande evase.

Coronavirus, il bonus di aprile sale ad 800 euro ma potranno usufruirne meno cittadini

Nelle domande errate, inoltre, si sarebbero riscontrati diversi problemi in particolare nella trascrizione dell’IBAN. L’Inps ha così creato un apposito correttore online, per permettere ai cittadini una veloce modifica e correzione. Diversi cittadini, inoltre, non avrebbero indicato la categoria di appartenenza. Al numero di domande bocciate si andrebbero ad aggiungere anche i lavoratori del mondo dello spettacolo, che non avrebbero i 30 giorni lavorativi nel 2019 di gestione ex Enpals.

Per quanto riguarda invece il bonus di aprile, l’indennità dovrebbe salire dagli attuali 600 euro ad 800 euro. Sarà però minore il numero delle persone che ne potranno usufruire. Al bonus di aprile, infatti, potranno accedere soltanto coloro con un reddito compreso tra 35 mila e 50 mila euro nel 2018 e devono aver ridotto la propria attività di almeno un terzo nel 2020.

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