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CEI vs legge sull’omofobia: “Non si riscontra alcun vuoto normativo”

Nonostante le discriminazioni siano una violazione della dignità umana, la CEI si esprime a sfavore della nuova potenziale legge contro l'omotransfobia: "Non si notano lacune da colmare". Mentre la Businarolo e Zan gli vanno contro, evidenziando la necessità di intervento contro le discriminazioni continue a cui assiste il nostro Paese, Varchi e Pillon la sostengono. Non si tratta di diritti costituzionali?

CEI vs legge sull’omofobia: “Non si riscontra alcun vuoto normativo”. La CEI, Conferenza Episcopale Italiana, si esprime in merito alla potenziale nuova legge contro l’omofobia. “Una nuova legge non serve“, questo il pensiero dell’assemblea permanente dei vescovi italiani, comunicato oggi a Roma. Businarolo e Zan rimangono sorpresi e replicano manifestando la necessità di intervenire contro la discriminazione. Varchi e Pillon, condividendo la posizione della CEI, sono preoccupati che dar voce a pochi possa compromettere o limitare tutti – gli altri. Nonostante la nube mondiale delle discriminazioni stia diventando sempre più grande, soprattutto dopo il caso George Floyd, si discute sulla necessità di una legge il cui obiettivo sarebbe impedire le violazioni ai diritti costituzionali per la parità.

CEI: “Discriminazioni? Una violazione della dignità umana”

Secondo Papa Francesco, nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde. Così il Papa viene citato per mostrare il suo dissenso contro qualsiasi reazione violenta e, dunque, contro ogni forma di razzismo. Si parla di discriminazioni, di qualunque tipo, anche quelle sull’orientamento sessuale. Queste rappresentano “una violazione della dignità umana, che deve essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni“. La CEI si concentra su tutte quelle forme di “attentato alla sacralità della vita umana“, in base a quanto riportato sul sito ufficiale della Chiesa Cattolica Italiana. Minacce, aggressioni, stalking, atti di bullismo e trattamenti pregiudizievoli devono essere contrastati.

CEI vs legge sull'omofobia: "Non si riscontra alcun vuoto normativo"
CEI vs legge sull’omofobia: “Non si riscontra alcun vuoto normativo”

A tale premessa segue la comunicazione di un esame delle disposizioni tenuto dai soggetti menzionati a tutela della persona. Quelle dell’ordinamento giuridico del nostro Paese sono già adeguate ai fini della repressione di qualsiasi comportamento violento. Motivo per cui la CEI si è mostrata preoccupata in merito alle proposte di legge in corso presso la Commissione della Camera dei Deputati contro i reati di omotransfobia. Non riscontra alcuna urgenza per nuove disposizioni, anche perché non si notano lacune da colmare.

Rischio di derive liberticide

La CEI individua un rischio nell’approvazione di una legge contro l’omofobia: “si aprirebbero strade per derive liberticide“. In che senso? Si andrebbe a colpire l’espressione di una legittima opinione, come si è visto in altri Paesi che adottano già simili norme. L’esempio per chiarire meglio il punto è quello della famiglia, per dottrina religiosa rappresentata da mamma e papà. Cioè “sottoporre a procedimento penale chi ritiene che la famiglia esiga per essere tale un papà e una mamma, e non la duplicazione della stessa figura, significherebbe introdurre un reato di opinione“.

CEI vs legge sull'omofobia: "Non si riscontra alcun vuoto normativo"
CEI vs legge sull’omofobia: “Non si riscontra alcun vuoto normativo”

Questo comporterebbe una limitazione alla libertà personale, alle scelte educative, al modo di pensare e di essere. Per la CEI – e la Chiesa quindi – “si deve promuovere l’impegno educativo nella direzione di una seria prevenzione“. Dunque la soluzione dei vescovi all’omotransfobia è l’educazione preventiva e, anche, un “confronto autentico e intellettualmente onesto“. Se il dialogo avviene nella libertà vi saranno benefici per la persona e per la democraticità del Paese.

Le reazioni

Il Presidente della Commissione di Giustizia della Camera, Francesca Businarolo, nonché deputata M5S, è rimasta sorpresa dalla dichiarazione dei vescovi. “Significa non voler prendere atto di una dura realtà di discriminazione nei confronti della quale noi sentiamo la responsabilità etica di intervenite“. Ma non è l’unica che ha mostrato dissenso. In base a quanto riportano diverse testate, tra cui l’Huffington Post, anche Alessandro Zan, deputato del PD, si è espresso in merito. Il relatore del ddl ha voluto precisare che il testo unificato non è ancora stato depositato e che “non sarà limitata la libertà di espressione o censura o bavaglio“. L’attivista LGBT ha spiegato come l’obiettivo del testo è quello di intervenire sui “reati di istigazione a commettere atti discriminatori o violenti“.

CEI vs legge sull'omofobia: "Non si riscontra alcun vuoto normativo"
CEI vs legge sull’omofobia: “Non si riscontra alcun vuoto normativo”

Carolina Varchi di Fratelli D’Italia e il leghista Simone Pillon sono concordi con l’opinione della CEI. La prima insiste sulla mancanza del vuoto normativo da riempire, accusando la Businarolo di non garantire l’imparzialità che il suo ruolo le detta. Il secondo, invece, si preoccupa del fatto che privilegiare le ideologie di pochi possa limitare la libertà di tutti. Che ne pensi? C’è davvero qualcuno che ha ragione o, in questo caso, non esiste? I diritti costituzionali garantiscono libertà a tutti i cittadini italiani, a prescindere che siano neri o gialli, gay o etero, grassi o magri. Si dovrebbe emanare una legge per impedire che tali diritti vengono violati e dunque per punire chi non li rispetta? Non è la stessa cosa per avviene anche per altre questioni, come il reato di omicidio?

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