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Buonanotte popolo, così diceva Luigi Magni

Bonanotte popolo, così diceva Luigi Magni
Buonanotte popolo, così diceva Luigi Magni

Bonanotte popolo furono le parole finali di un vero capolavoro del cinema italiano, quello degli anni belli, quello di Alberto Sordi, di Nino Manfredi, di Claudia Cardinale, le parole che Luigi Magni impose al caro dottor Montanari quando per sfiducia e intolleranza al volere di Roma fu ghigliottinato in Piazza del Popolo, appunto nella Capitale, invocando la sveglia nazionale, quella di un’Italia che ancora non c’era, che non esisteva. Ed è facile parlarne ora anche se sembra più strano discuterne, soprattutto in momenti di unione cittadina, la stessa che serve ora per affrontare quel male definito così… invisibile. Anche se, permetteteci di dirlo, tanto invisibile non sembra, con oltre 14 mila morti fatti solo in Italia, la visibilità del problema magari non andrebbe messa in discussione.

Piuttosto, e non è una polemica, non sembrasse un articolo disposto per fare una qualche propaganda complottista nel rispetto delle norme o di coloro che le hanno commesse, ops, emesse; ad ogni modo ciò che più sgomita adesso nel nostro bel paese (come nel Mondo) è questo modello nazionale basato sul modo migliore, o più adatto, o più giusto (e questo sarebbe discutibile) di affrontare un problema ben più radicato, soprattutto se descritto come una banale influenza. Perché di questa si parla, ancora… chiamala banale?! Un’influenza di cui non c’è rimedio, un male che oggi non si può curare o, come ammesso dai media, o meglio, come annunciato dai potenti attraverso i media. Lo confermano i numeri, anche quelli non ufficiali o non ufficializzati, anche quelli scovati nelle profondità nascoste di un oceano infinito.

Il male del 2020 che distrugge un Mondo insano e privo di rimedi, pieno di idee irrealizzabili e, dunque, che spaventa e che rivela una realtà per cui troppo bisognerà ancora aspettare per sapere la data del “Tutto è finito, potete tornare alle vostre vite”, come se nulla fosse stato, come se le conseguenze non esistessero. E magari ci si interroga oggi su quelle che potranno essere le problematiche attraverso le quali bisognerà far partire la rinascita, non d’Italia, ma del mondo intero. Guardiamo l’Italia, non siamo così tanto internazionali da prenderci il lusso di guardare oltre. Oggi siamo malati e domani siamo fottuti e allora proviamo a dare la sveglia perché, come Luigi Magni raccontava, il famoso Buonanotte popolo sembra tornare in cima ai pensieri, nonostante la storia.

Nell’anno del Signore, regia di Luigi Magni

E’ un film che racconta la verità, quella storica, quella di Roma del 1825, quando a comandare nella Capitale era la Chiesa di Papa Leone XII, quella che uccideva nel vero senso della parola. E allora due reazionari, due persone del popolo, furono ghigliottinate nella Piazza, appunto, del Popolo per aver commesso un reato rivoluzionario. E a Roma c’è tanto di targa dedicata a Leonida Montanari e Angelo Targhini, martiri e protagonisti assoluti del sacrificio nazionale. Idolatrati, anche se oggi non ricordati a dovere, per aver combattuto la tirannia. Un sacrificio nazionale, il loro, che avrebbe dovuto far da monito alle generazioni future e che oggi può portare in alto il pensiero che, magari, andrebbe affissa una nuova targa, oltre il 2020, per dovere ai morti del Coronavirus, vittime di un carnefice per il quale non esiste oggi una cura.

Stiamo a casa ed è giusto, stiamo a casa ed è facile quando non esiste una soluzione al problema. E allora, magari, andrebbe premiata l’Italia per il suo grande sacrificio, ricordando appunto Targhini e Montanari e tutti i nuovi morti dell’epidemia, per aver affrontato la situazione mettendo da parte i propri interessi, quello che a conti fatti oggi non sembra coinvolgere invece chi dovrebbe per primo fare da esempio, mettere la mano in tasca e ammettere: “Tranquilli, noi ci siamo e abbiamo la soluzione nel momento peggiore”. Il Coronavirus lo sta combattendo il Mondo, i politici ed i potenti resteranno a guardare e noi, alla fine, potremmo anche provare a meritarci un qualche merito per aver aiutato il Pianeta a salvarsi da un’epidemia che chi invece dovrebbe risolvere, ad oggi, non ha ancora neanche imparato a combattere.

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