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Boris Johnson: “Ho ricevuto litri di ossigeno”, Francia prolunga stato d’emergenza

La situazione europea continua a migliorare. Molti gli stati che si avviano alla fase avanzata. Riaperture per centri commerciali e parrucchieri in alcuni stati. Si ritorna anche a scuola, pronti per la maturità

Boris Johnson: “Ho ricevuto litri di ossigeno”, Francia prolunga stato d’emergenza. Il mondo continua la sua battaglia contro il coronavirus. In tutti i continenti è partita ormai da settimane la corsa per il vaccino. Le notizie migliori arrivano da Oxford, dove sarebbe pronto a finanziare anche Bill Gates qualora i test avessero esito positivo. Nel frattempo, proprio dal Regno Unito arriva la notizia che Boris Johnson è nuovamente papà. Lo stesso primo ministro ha anche raccontato di alcuni momenti di paura durante il ricovero delle scorse settimane. Si continua con la strada delle riaperture in tutta Europa, ma anche con cautela, soprattutto in Francia dove è stato prolungato lo stato d’emergenza. Intanto, secondo i dati ufficiali fornti dalla Johns Hopkins University, il numero totale dei contagi al mondo è di 3.428.490 casi e i decessi sono pari a 243.837.

Boris Johnson e il ricovero, la situazione in Europa

Un mix di emozioni indescrivibile quello di queste settimane per il primo ministro inglese Boris Johnson. Mercoledì è nato il suo sesto figlio, il cui terzo nome è Nicholas in onore dei medici che hanno curato lo stesso premier nelle settimane passate. Il congedo di paternità, ha fatto sapere, lo prenderà più avanti, data la situazione di emergenza che sta investendo il paese. Infatti nel Regno Unito il numero dei decessi è salito a 28.205, con un alto incremento ancora nelle ultime 24 ore. Il numero dei contagi totali è pari invece a 183.500. Sono in calo comunque i ricoveri in ospedale.

Lo stesso Johnson poi ha ammesso la sua paura durante il ricovero nelle scorse settimane: “Mi hanno dato una maschera per il viso e ho ricevuto litri e litri di ossigeno. È stato un momento difficile, non lo nego”. E ha poi aggiunto che se qualcosa fosse andato male “Ero consapevole che c’erano piani di emergenza in atto. I medici avevano tutti i tipi di accordi su cosa fare”.

In Francia i casi di contagio sono invece 168.518, con un totale di 24.763 decessi. Nelle ultime 24 ore si sono registrate 166 morti, numero in calo rispetto al giorno precedente. Intanto il ministro della sanità, Olivier Véran, ha fatto sapere che lo stato di emergenza nel paese verrà prorogato. La prima scadenza era fissata per 23 maggio, dopo essere entrato in vigore il 23 marzo. Ora è stato allungato fino al 24 luglio su decisione del Consiglio dei ministri. La proposta sarà comunque portata in Parlamento per essere approvata.

Nel frattempo in Spagna i contagi sono pari a 216.582 e i decessi ammontano a 25.100. Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha fatto sapere che dal 4 maggio per il paese partirà la cosiddetta “fase 0”. Sarà obbligatorio per tutti andare in giro con le mascherine. Inoltre “ristoranti e caffetterie potranno riaprire, e non più lavorare soltanto con le consegne a domicilio, come hanno fatto fino ad ora”, sempre secondo quanto riferito dal primo ministro.

Germania, riaprono le scuole. Shopping libero in Austria

Il 20 aprile, in Germania, avevano riaperto i negozi e i liceali erano tornati a scuola, in alcune zone, per effettuare le prove per la maturità. Secondo quanto riporta Il messaggero, da lunedì torneranno a scuola anche i più piccoli e inoltre potranno riaprire i parrucchieri e i centri estetici. Simbolo della diminuzione dei contagi e di una voglia di ripartire sempre grande. Il tutto ovviamente grazie ad un sistema sanitario in grado di sopportare un’emergenza che in Germania non ha mai, neanche lontanamente, assunto i contorni da tragedia italiana. Il numero dei casi tedeschi ammonta a 164.967, con un totale di 6.812 decessi. Il numero dei guariti è sempre più alto e pari a 130.600.

Intanto anche in Austria da lunedì riapriranno le scuole, per coloro che affronteranno la maturità. Centri commerciali e parrucchieri per gli austriaci sono già aperti, a testimonianza della volontà di ripartire. Molte le file fuori da negozi e parrucchieri, tutti con le dovute distanze e muniti di mascherine e guanti.

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