fbpx

Bonus mai arrivati e chiusure forzate: i ristoratori annunciano lo sciopero fiscale

Un ristoratore marchigiano ha spiegato al Tempo la grave situazione della categoria dei ristoratori, che ora annuncia lo sciopero fiscale

Bonus mai arrivati e chiusure forzate: i ristoratori annunciano lo sciopero fiscale. Lucio Pompili è il titolare dello storico Symposium di Cartoceto, nelle Marche, uno dei ristoranti più longevi della regione. Pompili, in un’intervista al Tempo, ha voluto sfogarsi sostenendo che lo Stato stia ignorando le richieste della ristorazione, settore messo in ginocchio dal virus. Il ristoratore ha annunciato che dal 28 aprile partirà lo sciopero fiscale: stop volontario alle tasse fino a Capodanno. Una scelta forzata, dice Pompili, dalla reale possibilità di morire di miseria per aziende con più di 50 anni di attività e di tasse pagate.

Il 28 aprile ci sarà una finta riapertura, racconta il ristoratore, anche perché tornando a lavorare lo farebbe al 30% e non se lo può permettere con i costi invariati. Pompili ha spinto sul fatto che ci sono 5 milioni di ristoratori che influiscono sul bilancio e non possono essere lasciati da soli. Lo Stato ha abbandonato i ristoratori: pochi di loro hanno avuto il bonus di 600 euro e la cassa integrazione è ancora lontana.

I ristoratori in sciopero perché costretti a indebitarsi solo per poter riaprire

Pompili ha raccontato che se i ristoratori si recassero in banca a chiedere i 25 mila euro essi gli costeranno l’1.85%, da restituire in 6 anni. Nelle Marche sono stati 400 i ristoratori richiedenti ma solo 3 di loro lo hanno ottenuto. Secondo Pompili la ripresa deve essere chiara e deve tenere in conto che i ristoranti non offrono solo cibo ma emozioni. In quest’ottica sconsiglia il plexiglass nelle sale, che creerebbe un effetto eccessivamente “ospedaliero”. I ristoratori saranno tenuti, inoltre, a misurare la febbre ai clienti e munirsi di tutti i dispositivi necessari: in pratica per riaprire dovranno reindebitarsi.

Pompili ha concluso l’intervista al quotidiano romano dando un consiglio al Premier Conte per la riapertura. Il ristoratore marchigiano vorrebbe che gli italiani vengano ridistribuiti sui territori, creando economia per i piccoli borghi. Infine Pompili ha sostenuto che essendoci 250 mila laboratori analisi in Italia si potrebbe rapidamente vedere le reali condizioni di tutti gli italiani così che chi sta bene possa uscire e chi sta male curarsi.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui