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Bergamo, i parenti delle vittime da Covid-19 in Procura per chiedere giustizia

A poco meno di due mesi dall'inizio della Pandemia di Covid-19, i parenti delle vittime di Bergamo si sono dati appuntamento presso la Procura per chiedere giustizia

Bergamo, i parenti delle vittime da Covid-19 in Procura per chiedere giustizia. La ricordiamo bene tutti quell’immagine straziante dei camion dell’esercito italiano pieni di bare; accadeva a Bergamo quando il picco di Covid-19 stava mietendo la maggior parte delle vittime. In quei camion, c’erano i corpi che la camera mortuaria non riusciva più a contenere. Passata la tempesta, i parenti delle vittime si sono riuniti nel comitato “Noi denunceremo”. Il comitato nasce con lo scopo di fare chiarezza su quanto accaduto in quei mesi. I parenti delle vittime vogliono sapere perché non fu istituita subito la zona rossa in Val Seriana e perché il pronto soccorso di Alzano Lombardo fu riaperto così velocemente.

Lo sfogo dei parenti e la rabbia per non aver dato l’ultimo saluti ai propri cari

La voce unanime da parte di tutti è giustizia: molti del comitato “Noi denunceremo” hanno visto i loro cari entrare sani nei nosocomi e tornare in un barattolo; molti non hanno nemmeno potuto dare l’addio alle persone amate. Questa mattina si sono presentati in Procura a Bergamo e hanno depositato le prime 50 denunce per ottenere “verità e giustizia“. Sono in arrivo almeno altre 200 pratiche. Luca Fusco, presidente del movimento, ha dichiarato che con questo Denuncia-day si vuole aprire la strada per fare effettivamente chiarezza su quanto accaduto: “La responsabilità è tutta politica” ha dichiarato ai giornalisti di Valseriana News. Secondo Fusco, il fatto che dal 23 febbraio sono stati fatti passare 15 giorni prima di dichiarare la zona rossa, abbia aiutato ad aumentare contagi e morti in tutta la Lombardia.

Mancanza di comunicazione, lacune madornali e troppe verità oscurate: sono queste le accuse che maggiormente hanno spinto i parenti delle vittime a denunciare. Ovviamente, spiegano, le denunce sono contro ignoti: sarà la Procura a stabilire se e quando ci siano state delle soggettive responsabilità.

La procura sentirà Conte, Lamorgese e Speranza sulla mancata zona Rossa ad Alzano e Nembro

Intanto la Procura ha già fatto sapere che sentirà come persone informate dei fatti il Premier Giuseppe Conte, il Ministro della Salute Roberto Speranza e la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. L’audizione potrebbe avvenire a Roma. I parenti delle vittime hanno chiesto di poter incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita a Bergamo il prossimo 28 giugno.

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