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Aumentano i prezzi di parrucchieri e centri estetici

A pochi giorni dalle riaperture, alcuni parrucchieri ed estetisti hanno alzato i costi, da 2 a 4 euro

Aumentano i prezzi di parrucchieri e centri estetici. Il Codacons denuncia, a pochi giorni dalle riaperture, un aumento dei prezzi di parrucchieri ed estetiste. E’ quanto emerge da alcune testimonianze con tanto di scontrini: una tassa del 25% di media ribattezzata “Tassa Covid”. Un aumento di circa 2-4 euro per giustificare le sanificazioni e le misure di sicurezza adottate. Questo però non sembra aver scoraggiato gli italiani, che in questa settimana hanno preso d’assalto i saloni di bellezza. Il Sole 24 Ore ha pubblicato alcuni scontrini che riportano proprio la dicitura suddetta. Il Codacons inoltre afferma di ricevere molte lamentele sugli aumenti dei prezzi.

Le nuove regole e le restrizioni ai commercianti: la tassa è giustificabile?

Dal canto loro parrucchieri ed estetisti hanno potuto riaprire i battenti con regole molto stringenti. In base all’ultimo DPCM, possono lavorare solo su prenotazione e deve intercorrere un lasso di tempo sufficiente da un cliente all’altro per provvedere alla sanificazione; poi per ogni clienti vanno usati presidi usa e getta: mantellina, spazzola e pettine vanno usati per un solo cliente e, laddove non sia possibile, disinfettare il tutto. Inoltre, non nei negozi non si possono presentare più di 2 o 3 persone alla volta, portando quelli più piccoli a diminuire drasticamente le prenotazioni. Tutto ciò porta inevitabilmente a spese più sostenute per gli esercenti, spese che non tutti possono sostenere, soprattutto dopo 3 mesi di inattività.

Non solo centri estetici e parrucchieri, il Covid lievita i prezzi ovunque

Secondo il Codacons, una famiglia spenderà circa 536 euro in più causa rincari delle merci. Nei bar di varie città, una tazzina di caffè arriva a costare dai 10 ai 30 centesimi in più, mentre un panino può avere un rincaro fino al 20%. Questi rincari non sono sempre speculazioni: molti commercianti denunciano di non aver ancora ricevuto nessun aiuto dal Governo e, per far fronte alle perdite dei mesi scorsi, devono ritoccare un pò i costi. Inoltre, molti prodotti e beni primari stanno scarseggiando, a causa di un calo dell’export e della poco manodopera. L’Antitrust ha però già avviato una indagine contro quegli esercenti che, pur continuando a lavorare in piena emergenza, hanno aumentato i prezzi delle merci, soprattutto generi alimentari di prima necessità.

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