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Asteroide 52768: il 29 aprile disastro globale o spettacolo da ammirare?

Asteroide 52768, più noto come 1998 Or2 sfiorerà la Terra il 29 aprile e l'eventuale impatto causerebbe l'estinzione di ogni forma di vita. La Terra guarderà da spettatrice al passaggio del "Gran Sasso' che fortunatamente non colpirà il nostro Pianeta. La NASA ci racconta, ma siamo in fondo così sicuri?

Asteroide 52768, disastro globale o spettacolo da ammirare? Il 2020 è iniziato da pochi, pochissimi mesi ma già potrebbe lasciare scorie importanti e segnanti per il futuro. Il nuovo anno coincide con l’inizio di un nuovo decennio che, rispetto allo scorso, aveva portato con se la profezia Maya del 2012. Con qualche anno di ritardo, fra incendi, epidemie e possibili asteroidi, qualcosa bolle in pentola e il 2020 potrebbe diventare per distacco l’anno delle catastrofi. L’epidemia da Coronavirus ha già messo al tappeto alcuni paesi e ne sta mettendo al tappeto molti altri, ma il prossimo allarme potrebbe riguardare l’intero pianeta e, di conseguenza, l’intera popolazione mondiale.

La NASA ci ha avvisati: il 29 aprile un asteroide viaggerà abbastanza vicino al nostro pianeta, tanto da potersi considerare uno di quei corpi celesti “potenzialmente pericolosi”. Ma cos’è esattamente un asteroide e perché ci spaventa così tanto? I precedenti, gli studi e la storia sicuramente contribuiscono a aumentare i nostri timori ma, forse, è meglio andare per gradi.

Cos’è un asteroide

Un asteroide è un corpo celeste roccioso derivante dall’erosione di altri corpi celesti e, molto spesso, capita che possano essere affiancati da piccoli satelliti simili o di minor grandezza. Anche per questo, molte volte, vengono definiti dei mini pianeti. Il rapporto fra due asteroidi affiancati ricorda un po’ quello che succede fra il nostro pianeta, la Terra, e la Luna. La forma di questi asteroidi è molto spesso irregolare ma capita che alcuni di questi possano avere forme meno astratte ma molto più concrete.

E’ raro, ma non impossibile, che gli asteroidi siano formati da metalli anche se, in linea di massima, sono corpi rocciosi. La maggiore concentrazione di asteroidi, stando agli studi della NASA, si troverebbe nella “Fascia degli asteroidi”, a metà strada fra Marte e Giove. In questo spazio fra i due pianeti orbiterebbero i corpi celesti più grandi presenti nelle spazio. Questi, però, non rappresenterebbero una minaccia concreta per il nostro pianeta anche perchè, se lo fossero, dovremmo stare attenti.

La massa complessiva di tutti gli asteroidi presenti in questa fascia, infatti, sarebbe di poco inferiore alla massa complessiva della Luna. Ciò che però conta ed è fondamentale nello studiare i possibili danni che un asteroide potrebbe causare, non sarebbe né la forma, né la composizione chimica ma l’ampiezza del diametro. Più un asteroide è grande, maggiori saranno le conseguenze che questo lascerà al momento dell’impatto.

L’importanza del diametro

La scienza ci ha dimostrato che, nel corso della storia, la Terra è stata da sempre bersagliata dalla caduta di questi corpi celesti. Molto spesso, però, la caduta di alcuni di questi ci ha lasciati, e tutt’ora ci lascia, totalmente indifferenti. Secondo i recenti studi, infatti, praticamente ogni giorno, sul nostro pianeta arriverebbero grosse quantità di polveri derivanti dall’erosione di corpi celesti in caduta che, però, passerebbero inosservate per la loro scarsa portata.

Con il crescere del diametro dei corpi celesti, invece, i danni diventerebbero sempre più devastanti. Circa una volta l’anno sulla Terra cadrebbero asteroidi dal diametro di circa 24 metri che causerebbero danni irrisori o poco rilevanti, come la rottura di un vetro. Ogni 200 anni, di contro, la Terra verrebbe colpita da asteroidi grandi più o meno come dei campi calcio che, al contrario di quelli precedenti, potrebbero provocare danni ben più grandi. Quando si arriva a sfiorare, o addirittura superare, il chilometro di diametro, i danni sarebbero irreparabili. Per quanto riguarda i primi, ovvero gli asteroidi di circa 800 metri di diametro, i danni si concentrerebbero nell’area colpita; mentre i secondi si trasformerebbero in vere tragedie globali.

I dinosauri, vittime di un asteroide da 15 km di diametro

Per capire quanto un asteroide possa essere devastante bisogna fare un gigantesco passo indietro nel tempo, arrivando al corpo celeste che causò l’estinzione dei dinosauri. La NASA ci riferisce che eventi di questo genere non sarebbero un unicum ma avrebbero una cadenza che, per quanto lunga, sarebbe quasi scientifica. Ogni decina di milioni di anni questi giganteschi corpi celesti potrebbero entrare in collisione con il nostro pianeta, causando l’estinzione di intere specie. Conseguenze così drastiche non sarebbero frutto del “mero” impatto, che comunque sarebbe paragonabile a 10miliardi di esplosioni, ma di tutto ciò che una collisione di questo tipo potrebbe scatenare.

Le conseguenze dell’impatto

La collisione sulla Terra di questo asteroide da circa 15 km di diametro, avvenuta circa 66 milioni di anni fa, ebbe effetti catastrofici per il nostro pianeta. Ci si può fare un’idea della portata del corpo celeste osservando il cratere Chicxulub. La collisione, stando agli studi effettuati dalla NASA, si verificò in una zona costiera e questo causò uno tsunami con onde di circa 100 metri.

Le conseguenze, però, sarebbero potute essere ben più gravi qualora il corpo celeste fosse caduto in pieno oceano. Una collisione di questo tipo, infatti, secondo gli esperti, avrebbe causato uno tsunami con onde alte anche 5 km. Ciò che, però, procurò gli effetti più devastanti non fu l’impatto in sé, che comunque fu spaventoso, ma le conseguenze che questo causo di li a poco: incendi, scosse di terremoto ed eruzioni furono una reazione diretta. I detriti e le polveri causati dall’impatto, infatti, si alzarono fino a raggiungere l’atmosfera terrestre e, ricadendo, causarono incedi di dimensioni enormi.

Le polveri e la cenere causate da questi e dalle eruzioni vulcaniche immediatamente successive, coprirono quasi totalmente il pianeta rendendolo orfano della luce del Sole. La lunga assenza di luce solare causò due effetti tanto importanti quanto devastanti. In primo luogo, le temperature si abbassarono vertiginosamente rendendo impossibile la vita delle specie presenti e, in secondo luogo, l’assenza di luce solare ha impedito alla flora di effettuare la fotosintesi, quindi, la normale ciclicità della vita vegetale.

L’estinzione della flora fu la causa principale del successivo “effetto Serra“. La grande quantità di anidride carbonica che si sprigionò subito dopo l’impatto, infatti, non venne riconvertita in ossigeno proprio a causa della mancanza di piante. Se dovessimo contestualizzare questo evento nel mondo odierno, i danni e gli scenari potrebbero essere ben più devastanti.

Se l’asteroide fosse più piccolo?

La possibile collisione del 29 aprile, in ogni caso, non dovrebbe essere riconducibile al più famoso asteroide della storia. Infatti, la portata del corpo celeste che, secondo alcuni, potrebbe schiantarsi sulla Terra, avrebbe dimensioni ben più piccole di quello descritto in precedenza: circa 3km di diametro. Adesso vediamo cosa potrebbe succedere se un corpo celeste di questo tipo dovesse colpire il nostro pianeta. Per anni, anzi, per moltissimi anni si è ipotizzato che la causa più probabile potesse essere quella di uno tsunami. Questa teoria, però, con il progredire degli studi è stata confutata, o meglio, perfezionata.

Il cratere Eltanin insegna

Lo tsunami, secondo quanto riferisce la NASA, avrebbe luogo solo se l’asteroide avesse dimensioni che causerebbero un impatto globale e, questo, non sarebbe il caso. Semplificando il concetto, ma senza trascurare i dati, se l’asteroide cadesse in uno degli oceani avrebbe lo stesso effetto di un sasso lanciato in un lago: la sua energia si concentrerebbe localmente e scemerebbe con il propagarsi delle onde.

La caratteristica principale degli tsunami, ai quali negli ultimi anni abbiamo assistito, infatti, è quella di conservare la propria energia nelle onde nonostante la loro propagazione. E’ per questo che le onde provocate da questo tipo di avvenimenti rimangono devastanti anche quando incontrano la terra ferma. In ogni caso, però, le conseguenze di uno scenario simile non sarebbero meno devastanti, semplicemente diverse. Le onde, infatti, si propagherebbero comunque per molti chilometri (alcune decine) ma sarebbero i gas causati dal calore dell’impatto a mettere in atto il peggiore degli scenari: un effetto Serra. Il vapore che salirebbe dalla superficie del mare fino alla Stratosfera potrebbe rimanere fermo per anni, causando importanti cambiamenti climatici.

Una testimonianza empirica importante, che ha di fatto cambiato il modo approcciare questi possibili avvenimenti, si trova a largo delle coste cilene. Stiamo parlando del cratere Eltanin. La collisione causata da questo asteroide, dal diametro di circa due chilometri, infatti, secondo quanto emerso dagli studi, non avrebbe causato nessuno tsunami. Dalle misure che però la NASA avrebbe riportato, il prossimo asteroide potrebbe essere un corpo celeste molto simile a questo e quindi in grado di provocare gli effetti appena descritti.

Asteroide 52768, le caratteristiche

L’asteroide che minaccia di colpire il nostro pianeta non è nuovo agli esperti in materia, anzi, sarebbe una vecchia conoscenza di chi ha sempre avuto il naso all’in sù. Il corpo celeste che il 29 aprile transiterà in maniera pericolosa vicino alla Terra, è stato scoperto dagli studiosi già nel 1998. Secondo quanto è emerso dagli studi fatti dagli scienziati del programma NEAT (Near-Earth Asteroid Tracking), guidato dalla NASA e dal Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, l’asteroide chiamato OR1998, e successivamente denominato 52768, orbiterebbe intorno al nostro pianeta già da qualche decennio.

Dalle ricerche pubblicate si è stabilito che il corpo celeste, oltre ad avere un diametro compreso fra gli 1,5 e i 4 km (l’altezza delle Dolomiti), è uno di quegli asteroidi classificabili nella categoria Apollo. Ciò che, però, ha incuriosito maggiormente gli scienziati è stato il tipo classe spettrale del corpo celeste: il “tipo L”. L’asteroide 52768, infatti, sarebbe uno dei più luminosi (naturalmente stiamo parlando di luce riflessa dal Sole) e più grandi corpi celesti di cui al momento saremmo a conoscenza. Nonostante la sua luminosità e la sua grandezza, questo asteroide, come testimonia la classe spettrale, non sarebbe un corpo celeste caldo, anzi farebbe sarebbe una nana molto fredda e molto rara.

Asteroide 52768, sarà uno spettacolo fantastico

Il tempo, come ormai noto, è relativo. Bergson ed Einstein ce lo hanno insegnato e ci hanno avvisato a più riprese riguardo questa particolare percezione della mente. Il tempo in questo periodo scorre lentamente. La quarantena forzata a cui, ormai tutto il Vecchio Continente, è stato costretto sta dilatando e allungando inevitabilmente il corso naturale delle giornate.

La quarantena, parziale, fino a nuove disposizioni dovrebbe finire il 4 maggio ma le ultime indiscrezioni farebbero pensare ad un rinvio ulteriore. Il felice annuncio della libera uscita, potrebbe coincidere con l’arrivo dell’asteroide sulla Terra. La collisione, quindi, potrebbe rovinare i nostri festeggiamenti e i piani fatti nel periodo precedente. Ma c’è davvero motivo di preoccuparsi? C’è bisogno di iniziare a salutare i propri parenti? Gli esperti, gli studiosi e gli scienziati di tutto il Globo giurano che non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi e il passaggio dell’asteroide possa essere un po’ come la Stella Cometa del Vangelo: un segnale positivo che ci permetta di tornare alla normalità.

La domanda sorge spontanea, però: ma se l’asteroide 52768 è davvero “potenzialmente pericoloso” per il nostro pianeta, perché dovremmo rimanere tranquilli e non dovremmo preoccuparci? Semplice. Il corpo celeste è stato definito in questo modo perchè il 29 aprile, alle 10:56, dovrebbe transitare ad un distanza lontana che però gli scienziati ritengono “potenzialmente pericolosa”.

Il corpo celeste, che sta viaggiando intorno al nostro pianeta con una velocità di 8,7 km al secondo, transiterà a quasi 7 milioni di chilometri dalla superficie terrestre. Nessuna paura quindi perchè, nonostante la velocità enorme, il corpo celeste non dovrebbe nemmeno sfiorare il nostro pianeta. Speriamo quindi che questo evento possa essere il segnale di una rinascita da ammirare con un telescopio. Appuntamento a mercoledì 29 aprile alle 10:56.

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