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Arriva il test sulla saliva, buoni progressi per il vaccino Jolly

In Italia presto disponibile un test veloce sulla saliva per capire la positività al Coronavirus: intanto in Cina fa numerosi progressi il vaccino Jolly, in grado di proteggere da 10 ceppi provenienti da diversi Paesi, tra i quali l'Italia

Arriva il test sulla saliva, buoni progressi per il vaccino Jolly. Sarebbe in arrivo in Italia un nuovo test sulla saliva nella lotta al Coronavirus, in attesa che venga trovato un vaccino efficace. Si tratterebbe di un test salivare rapido, in grado di rilevare il virus in pochissimi minuti. Presto, dunque, potrebbe essere disponibile il kit di rilevazione. A darne l’annuncio l’Azienda Sanitaria Territoriale dei Sette Laghi, in collaborazione con l’Università dell’Insubria di Varese. Lo riporta, in un articolo, l’Ansa.

Questo kit dovrebbe riuscire a rilevare l’eventuale presenza del Covid-19 tramite un test sulla saliva, la cui risposta dovrebbe arrivare in 3-6 minuti. L’equipe è stata diretta dal Rettore dell’Università Angelo Tagliabue, professore di Odontostomatologia, e l’infettivologo Paolo Grossi. La realizzazione dei reagenti, invece, sarebbe avvenuta nei laboratori dell’Insubria di Busto Arsizio, con la coordinazione della ricercatrice Tiziana Alberio.

Non solo il test sulla saliva: bene anche le terapie con plasma mentre va avanti la ricerca sul vaccino

Un altro argomento che, nelle ultime ore sta tenendo banco, sarebbe la terapia con il plasma. Questa avrebbe dato ottimi risultati nei primi test. Inoltre potrebbe essere una buona copertura in attesa che venga trovato un vaccino in grado di sconfiggere il Coronavirus. Si tratterebbe di un vaccino cinese, chiamato PiCoVacc. Questi lo avrebbero rinominato Jolly, in quanto sarebbe in grado di proteggere da 10 ceppi isolati in diversi Paesi, tra i quali anche l’Italia.

L’equipe, guidata da Qiang Gao, ne avrebbe testato, con buona efficacia, i risultati su topi, ratti e anche i macachi. I risultati avrebbero dimostrato come questo vaccino abbia una buona produzione di anticorpi. Nei topi, questi sarebbero addirittura 10 volte superiori a quelli dei pazienti guariti da Coronavirus. I test sull’uomo, come comunicato dalla rivista Science, potrebbero iniziare entro la fine di quest’anno. La ricerca avrebbe la coordinazione dell’azienda Sinovach Biotech, con sede a Pechino.

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