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Amazon e il lavoro durante l’epidemia, è cambiato?

L'e-commerce fa sempre più parte della vita quotidiana di tutti. Dalla spesa online all'approvvigionamento di qualunque genere di prima necessità. Amazon ha dato una scossa al proprio lavoro, riorganizzandolo in questo periodo di emergenza

Amazon e il lavoro durante l’epidemia, è cambiato? Cosa è successo nei magazzini e nelle aziende di Amazon in questi mesi di coronavirus? È normale pensare come gli ordini siano cresciuti a dismisura. La domanda è stata enorme. E pensare che c’è ancora chi vorrebbe boicottare il mondo e-commerce. In questo periodo di emergenza Amazon si è fatto carico, e continua a farlo, di tantissimi ordini. Intervistata da Agi, l’azienda ha risposto su alcune domande riguardo la situazione momentanea. Tra la preoccupazione per i lavoratori nei magazzini, e la possibilità di sopperire al grande numero di ordini online, come se la sta cavando il colosso di Jeff Bezos?

Amazon e il lavoro

La prima grande risposta, da parte del colosso americano, è stata quella di aumentare lo stipendio dei propri lavoratori di circa il 20%. Una mossa di riconoscimento nei confronti di chi, nonostante tutto, è comunque tenuto ad adempiere al proprio lavoro. Come riportato, l’investimento totale arriva a circa 350 milioni di dollari, tra Stati Uniti, Canada ed Europa. In Italia le prime settimane dell’epidemia sono state molto difficili, maggiormente per quanto riguarda i magazzini a Piacenza e a Torrazza Piemonte. Le agitazioni sindacali hanno fatto la loro parte, soprattutto per quanto concerne la sicurezza sul lavoro.

Amazon ha risposto all’aumento della domanda dei consumatori con un alleviamento della pressione sui lavoratori. “Abbiamo concentrato la nostra capacità sui prodotti che hanno la massima priorità per i nostri clienti in questo momento”, fa sapere uno dei portavoce dell’azienda. Infatti molti articoli sono stati bloccati o rimandati. È stata data priorità a beni di prima necessità o comunque ritenuti più utili. È stato fondamentale allentare la pressione, anche per permettere ai lavoratori di mantenere le distanze sul posto di lavoro. La tutela dei dipendenti prima di tutto. La mossa pare aver funzionato.

Messa in sicurezza e rallentamento del lavoro

“Come rallenta il paese, rallentiamo anche noi, e lo facciamo con piacere per tutelare i lavoratori e chi riceve i nostri prodotti”, così continua lo stesso portavoce intervistato. All’interno dei magazzini sono stati rivisti ben 150 processi. È stato realizzato tutto per la tutela dei lavoratori. Per esempio mantenere la distanza di due metri da persona a persona. È inoltre aumentata la frequenza delle pulizie all’interno degli stessi magazzini. Vengono fornite mascherine. Viene anche misurata la temperatura. Insomma un piano di intervento di larga misura, necessario in un momento di emergenza, per continuare a lavorare in sicurezza. Sempre garantendo un servizio ottimo, senza il quale, possiamo affermarlo senza problemi, ci sarebbero stati alcuni problemi ultimamente.

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