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Allarme dell’ONU: “Dopo il virus attenzione alla carestia”

Il virus Covid-19 potrebbe portare carestia e nuove guerre: l'allarme lo lancia il Responsabile per gli Affari Umanitari dell'ONU Mark Lowcook. Intanto, i Paesi a rischio carenza di cibo, passano da 50 a 59

Allarme dell’ONU: “Dopo il virus attenzione alla carestia”. In piena emergenza a causa del virus Covid-19 che da mesi sta imperversando in tutto il mondo, l’Onu avrebbe lanciato un altro allarme, quello relativo alla carestia. Lo avrebbe affermato il Responsabile per gli Affari Umanitari, Mark Lowcook, come riportato da Agi.it. I Paesi più poveri, infatti, potrebbero seguire le conseguenze della pandemia, con conflitti e fame. Proprio a riguardo, le persone che soffrono la mancanza di cibo, potrebbe passare da 135 milioni a 250 milioni.

Già a marzo l’Onu aveva fatto una richiesta da 2 miliardi di euro: di questi, però, 900 milioni soltanto sono stati al momento sbloccati dai donatori. Intanto ai 50 Paesi che erano già a rischio, se ne sarebbero aggiunti altri 9. Si tratterebbe di Benin, Gibuti, Liberia, Mozambico, Sierra Leone, Togo, Zimbabwe, Pakistan e Filippine. Attualmente, avrebbe affermato Lowcook, l’Onu avrebbe bisogno di 4,7 miliardi di euro, per proteggere milioni di vite ed evitare contagi da Covid-19 nelle nazioni più fragili.

Il responsabile per gli Affari Umanitari Onu: “Nei Paesi poveri il virus potrebbe portare nuove guerre e carestia”

In alcune di queste zone, infatti, il picco della pandemia non sarebbe previsto prima dei prossimi 3-6 mesi. Nel frattempo, però, sarebbe in peggioramento, a causa del lockdown, la situazione economica degli Stati sopra citati. Sono calate le entrate petrolifere e gli investimenti diretti. Inoltre, la perdita di valore della valuta interna, ha causato anche un aumento del debito estero. Gli interventi umanitari, invece, a causa della crisi sanitaria globale, sarebbero attualmente fermi o comunque ridimensionati.

Lowcook, poi, avrebbe ribadito tutte le problematiche in una videoconferenza. A questa, avrebbero partecipato il Direttore per le Emergenze dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Mark Ryan ed il Direttore del World Food Program David Beasley. In una nota diffusa poi al termine dell’incontro, si sarebbe evidenziato come ormai il Coronavirus sia riuscito a diffondersi in ogni angolo ed ogni Paese del mondo.

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