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Albert Einstein ed E=mc²: l’equazione della vittoria

Si celebra oggi 18 aprile, la scomparsa di Albert Einstein, rockstar della fisica e genio assoluto che ancora oggi ricorda al mondo la sua formula più famosa: E=mc²

Albert Einstein ed E=mc²: l’equazione della vittoria. Quando gli astri incontrano la fisica la storia dà alla luce geni universali. Si perché il genio non nasce mai per caso e come in questo, viene alla luce proprio nel giorno del Pi greco, il 14 marzo del 1879. Ulma, cittadina pittoresca fondata nel Medioevo che sorge lungo il percorso del Danubio, è la culla del premio nobel che raggiunge nel 1921, all’età di 42 anni.

Ma già alla giovane età di 26 anni, il Fisico per eccellenza, pubblicava la teoria della relatività, uno dei due pilastri della fisica moderna insieme alla meccanica quantistica che potremmo riassumere con l’equazione più famosa al mondo E=mc².

Albert Einstein, all’inizio della sua carriera mise in discussione la meccanica di Isaac Newton non più sufficiente a conciliare le leggi della meccanica classica con le leggi dell’elettromagnetismo. La meccanica quantistica sembrava invece suggerire che, per ogni determinata azione, possiamo solo calcolare la probabilità con cui le sue conseguenze si manifesteranno, ma non esattamente quali.

Albert Einstein e il suo “Dio non gioca a dadi con l’universo”

La teoria dà buoni risultati, ma difficilmente ci avvicina al segreto dell’Anziano”. Anche se quello di Einstein era il Dio filosofico, non religioso, nel dicembre del 1926 scriveva: “Sono del tutto convinto che Lui non stia affatto giocando a dadi”. Uno stravagante rapporto con la fede, lo vede dapprima seguace della religione ebraica, poi addirittura avverso delle religioni organizzate. Ma la sua personalissima fede in Dio divenne il fondamento della sua filosofia.

Molti dei suoi aforismi sono diventati celebri. Ad esempio “Dio non gioca a dadi con l’universo”, seppur a volte modestamente rivisitati, hanno comunque fatto sì che divenisse poi una rockstar della scienza. Anche alcuni eccentrici comportamenti, come l’abitudine a non portare calzini o dormire oltre 10 ore al giorno, rendono questo personaggio una vera icona. Così geniale che in questo 18 aprile ricordiamo l’anniversario delle sua morte che avvenne nel 1955 negli Stati Uniti. La sua esistenza e le sue teorie ricordano ancora oggi al mondo intero, una nuova concezione di spazio e tempo per un nuovo concetto di cosmo complesso.

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